Inchiesta di Bari, Frisullo era l’organizzatore del sodalizio criminale. Lo dice il Tribunale del Riesame

Pubblicato il 3 Maggio 2010 18:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2010 21:23
sandro frisullo

L'ex vice presidente della Regione Puglia Sandro Frisullo

L’ex vice presidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), assieme all’imprenditore Gianpaolo Tarantini, è stato l’organizzatore del sodalizio criminale per aver offerto “copertura politica” alle “spregiudicate operazioni imprenditoriali dei fratelli Tarantini” ai quali ha garantito appoggio per la gestione degli affari illeciti nella Asl di Lecce.

Lo scrive il tribunale del Riesame di Bari nelle 63 pagine delle motivazioni del provvedimento con cui, l’8 aprile scorso, ha concesso gli arresti domiciliari a Frisullo, condotto in carcere il 18 marzo con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta. Frisullo è indagato a piede libero per corruzione per aver intascato tangenti per 200-250 mila euro da Tarantini per fargli vincere appalti per 5 milioni di euro nella Asl salentina.

Secondo i giudici, su Frisullo la valutazione processuale da fare è quella della sua “indubbia pericolosità sociale” perché potrebbe reiterare delitti della stessa specie, anche se viene escluso che egli possa inquinare le prove che gli inquirenti stanno continuando a raccogliere.

Tra le prove ancora da raccogliere, oltre agli accertamenti patrimoniali in corso, c’é il contenuto di un’intercettazione telefonica del 25 novembre 2008. Frisullo raggiunge in auto una stazione di carburanti del Salento dove incontra l’imprenditore Giancarlo Mazzotta. Questi – scrivono i giudici – viene sorpreso nel corso dell’intercettazione ‘a cornetta aperta’ mentre versa a Frisullo “somme in danaro”. Nell’atto del tribunale è riportato uno stralcio della conversazione intercettata in cui Mazzotta dice a Frisullo: “…ehhh… in tutto sono 150… documenti…”.