Inchiesta di Bari, confermati gli arresti domiciliari per “Lady Asl”

Pubblicato il 10 Maggio 2010 17:09 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2010 17:23

Lea Cosentino, soprannominata "lady Asl"

Il tribunale del Riesame di Bari ha confermato la misura degli arresti domiciliari per l’ex direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, e per il primario di neurochirurgia del policlinico, Pasqualino Ciappetta. Entrambi, tirati in ballo dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini, sono coinvolti in due diverse inchieste sulla gestione della sanità pubblica pugliese.

Per la Cosentino, soprannominata “lady Asl”, agli arresti dal 14 gennaio scorso, il tribunale ha rigettato l’appello della difesa che chiedeva la revoca della misura cautelare. Nell’indagine, che è solo una di quelle in corso sull’ex manager, sono coinvolte nove persone accusate, a vario titolo, di aver falsificato l’intera procedura di selezione del dirigente medico di allergologia dell’ospedale di Altamura (Bari) e della bonifica, con soldi pubblici, di alcuni uffici della Asl Bari dalla presenza di eventuali microspie installate dalla magistratura.

Il Riesame ha rigettato anche il ricorso presentato dalla difesa di Ciappetta per far tornare in liberà il docente unviersitario. Quest’ultimo è agli arresti domiciliari dall’8 aprile scorso per concussione, corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico e truffa, reati in gran parte compiuti – secondo l’accusa – per agevolare le forniture di strumentario chirurgico da parte di Tarantini.