Inchiesta Bari, Tarantini voleva conoscere D’Alema e in Sardegna dava cocaina a tutti

Pubblicato il 21 Marzo 2010 11:08 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2010 11:08

Gianpaolo Tarantini

Gianpaolo Tarantini puntava a conoscere anche Massimo D’Alema. Lo spiega Alessandro Mannarini, imprenditore salentino ex socio di “Gianpi”. Durante un interrogatorio del 23 dicembre, Mannarini spiega che Tarantini era «assetato di conoscenze» e voleva arrivare a tutti i costi all’ex premier: «secondo me Tarantini ha conosciuto D’Alema tramite De Santis».

Nei verbali di Mannarini il cosiddetto “metodo Gianpi” viene spiegato nei dettagli: cocaina, pranzi di lusso e soldi erano generosamente devoluti soprattutto agli operatori del settore sanitario, con i quali Tarantini voleva concludere affari.

Mannarini, che aveva già riferito ai magistrati che il suo ex socio effettuava alcuni pagamenti su conti correnti svizzeri, ha raccontato soprattutto l’estate del 2008, quella che i due (insieme a Massimo Verdoscia) trascorsero in Sardegna. Secondo il racconto dell’imprenditore leccese, in Sardegna i tre conducevano uno stile di vita “sopra le righe”, specie per quello che riguarda il consumo di cocaina: la droga era distribuita ovunque e a chiunque. Mannarini parla di veri e propri “raduni” durante l’ora dell’aperitivo, ma la coca girava anche su barche e gommoni, sempre in grandi quantità.

Mannarini ha parlato anche di mega pranzi che Tarantini organizzava (e pagava) in noti ristoranti baresi insieme a dirigenti delle Asl e primari degli ospedali pugliesi. Durante questi incontri l’imprenditore sponsorizzava i prodotti della sua azienda.

Infine il capitolo tangenti: Mannarini dice che quando lui e Tarantini andavano in giro per ospedali, spesso il suo amico passava a ritirare grosse somme di denaro. Ma alla fine del giro il denaro non c’era più, dunque Mannarini sospettava che finisse negli ospedali. Ma ai medici Tarantini faceva anche altri tipi di regali: casse di champagne Krug, buoni di benzina, biglietti aerei, viaggi.