Inchiesta di Bari/ I pm svelano gli intrecci del “sistema Tarantini” per promuovere l’attività nel settore delle forniture sanitarie

Pubblicato il 8 Luglio 2009 10:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2009 12:05

Si è conclusa la prima inchiesta di Bari a carico dell’imprenditore  Giampaolo Tarantini , imputato, insieme al fratello Claudio ed a Salvatore Greco, il politico del Pdl  coordinatore della campagna elettorale di Raffaele Fitto con la lista “La Puglia prima di tutto”, di aver messo su un sistema di corruzione. Il “sistema Tarantini” era finalizzato, secondo l’accusa, a promuovere l’attività della sua società nel settore delle forniture sanitarie.

Greco è stato  definito «socio occulto della Global System Hospital», società che fa capo ai fratelli Tarantini con cui collaborava seguendo uno stesso fine: «realizzare rilevanti illeciti profitti mediante la commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione, in particolare condotte illecite a danno del servizio sanitario nazionale, turbamento della libertà degli incanti, falsificazione di provvedimenti amministrativi ovvero a mezzo di atti corruttivi diretti a pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio», scrive il pubblico ministero.

Sono queste le prime conclusioni dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Roberto Rossi che svela i meccanismi dell’attività illegale promossa da Tarantini. Conoscenze politiche, viaggi, tangenti e feste a base di cocaina, l’imprenditore secondo gli inquirenti destinava mazzette e costosi regali ai primari e ai direttori delle Asl che dovevano acquistare prodotti dalla sua azienda. Organizzava inoltre feste nella sua villa di Giovinazzo, dove, a quanto sembrerebbe,  la cocaina non mancava mai.

Sono venti i professori che, sempre secondo gli inquirenti, adesso dovranno difendersi dall’accusa di aver preso mazzette dall’imprenditore. Come  nel caso di Vincenzo Petruzzi, nel 2003 direttore sanitario della ex Ausl Bari5. L’uomo è accusato di aver «compiuto atti contrari ai suoi doveri accettando la promessa rivoltagli da Salvatore Greco per il suo personale interessamento presso i vertici della Lega Calcio, sotteso a farlo tornare a ricoprire un ruolo di caratura internazionale, mondiale, presso la sede di Coverciano, visto che il Petruzzi ha fatto parte dello staff medico della Nazionale di Calcio».

I fatti sarebbero  avvenuti tra il 2000 e il 2006,  e sono stati svelati dalle intercettazioni della procura di Bari,  che hanno rivelato anche i contatti di Tarantini tra i quali figurerebbero fidati spacciatori.

Tra questi ultimi, secondo gli inquirenti, Bartolomeo Rossini «che deteneva e spacciava cocaina a Tarantini il quale, oltre a consumarla in proprio, l’avrebbe ceduta gratuitamente ad altri in occasione di incontri conviviali che organizzava nella sua villa di Giovinazzo o presso la Masseria Torre Coccaro».

L’imprenditore è accusato anche di induzione alla prostituzione per aver portato ragazze a pagamento nelle residenze di Silvio Berlusconi con l’obiettivo di ottenere vantaggi economici. Tra i nomi dei suoi contatti anche quello di Massimo Verdoscia, l’uomo che presentò a Tarantini Patrizia D’Addario, diventata famosa per aver raccontato di essere stata pagata per partecipare a una serata organizzata a palazzo Grazioli a metà ottobre scorso e di essere tornata quindici giorni dopo per trascorrere la notte con il presidente del Consiglio.

Alla donna è legato anche il nome di Salvatore Greco che la candidò nella lista di Fitto per il comune di Bari. Greco, che negò di conoscerla, è stato poi  tradito da un sms di auguri che le inviò lo scorso Natale, molto prima che la vicenda venisse scoperta dai pubblici ministeri.