Inchiesta G8. Berlusconi: chi sbaglia paga, ma no a killeraggio mediatico

Pubblicato il 13 Maggio 2010 21:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2010 22:58

Silvio Berlusconi

Costretto al riposo forzato a causa di una laringite che gli ha impedito questa mattina di presiedere il Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi trascorre la giornata in riunioni a palazzo Grazioli. A via del Plebiscito arrivano tra gli altri il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il governatore della Campania Stefano Caldoro ed il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino.

Gli argomenti da discutere sono molti: la  bufera mediatica intorno all’inchiesta di Perugia sugli appalti domina le conversazioni. Già ieri sera a cena con alcuni imprenditori il premier era tornato più volte sull’argomento: non si tratta di una tangentopoli, è stato il suo ragionamento, si tratta di singole persone che devono chiarire e nel caso fossero colpevoli è giusto che paghino.

Sono però questioni, ha aggiunto lo stesso Cavaliere, che non minano la credibilità del governo. Nelle riflessioni con alcuni fedelissimi però Berlusconi non ha nascosto l’amarezza per quello che non esita a definire un “killeraggio mediatico”. Ancora una volta, sarebbe stato lo sfogo del premier, finiscono sui giornali notizie coperte dal segreto investigativo. Si tratta di una cosa assurda. Soprattutto con gli imprenditori, il presidente del Consiglio si sarebbe soffermato su un altro risvolto della vicenda: Stento a credere a queste cose, avrebbe osservato nel corso della cena, anche perché stiamo parlando di persone con una certa disponibilità economica che non hanno bisogno di compiere degli illeciti per acquistare immobili. E soprattutto non è possibile che ad essere lesa sia l’immagine del partito.

Ecco perché, sarebbe stato il monito rivolto anche ai presidenti di Regione ancora alle prese con la composizione della giunta, bisogna stare attenti alle persone che si scelgono. Certo è che la vicenda non convince nemmeno il leader della Lega Nord Umberto Bossi: “Mi sembra un po’ strana – dice il Senatur parlando di tutta l’inchiesta – un po’ preparata, ho questa impressione…”. Con gli imprenditori poi il Cavaliere avrebbe anche accennato alla scelta del successore al ministero Economico.

Sulla promozione di Paolo Romani pare non ci siano più molti dubbi anche se il Cavaliere ha spiegato di voler chiudere il capitolo solo quando sarà convinto al cento per cento della scelta. Tant’é che starebbe anche valutando l’ipotesi di un tecnico che rilanci l’immagine del dicastero e che possa rappresentare un valore aggiunto. Un’ipotesi che non sarebbe sgradita nemmeno agli industriali. Nessuna novità invece sembra esserci per quanto riguarda le tensioni interne al Pdl ed in particolare con il presidente della Camera Gianfranco Fini.

“Non mi pongo il problema”, avrebbe detto oggi il Cavaliere a più di qualche interlocutore, il politichese non mi interessa. I ‘finiani’ hanno dimostrato fino ad ora la loro lealtà nei numeri. Se questi dovessero mancare, è il ragionamento, affronteremo la questione. Diverso è invece quello che Berlusconi fa sull’Udc: c’é una maggioranza che ha ricevuto il mandato dagli elettori, ripete il Cavaliere ai suoi fedelissimi, e noi non cerchiamo nessuno ma è ovvio che la porta non è chiusa. Noi abbiamo il dovere morale di portare avanti il programma di governo. Se poi in Parlamento, avrebbe detto Berlusconi, i numeri dovessero cambiare si apre uno scenario diverso.