Inchiesta Grandi eventi: Verdini indagato per “mendacio bancario”

Pubblicato il 26 luglio 2010 20:01 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2010 20:09
verdini

Denis Verdini

Spunta una nuova accusa per Denis Verdini. Il coordinatore del Pdl è indagato assieme a dell’Utri, Flavio Carboni e Massimo Lombardi per violazione della legge sulla costituzione di società segrete nell’inchiesta sulla cosiddetta P3; è indagato anche nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per l’eolico. Ora a Firenze Verdini è indagato anche nell’indagine, filone di quella sui Grandi eventi, sui rapporti economico finanziari tra il Credito cooperativo fiorentino (Ccf) (la banca di cui non è piu’ presidente da venerdi’ scorso) e la Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) dell’amico Riccardo Fusi, dimessosi mesi fa dalla presidenza del suo gruppo. L’ipotesi di reato e’ mendacio bancario.

L’iscrizione di Verdini nel registro degli indagati risalirebbe a mesi fa. Intanto e’ attesa a breve in procura a Firenze la relazione di Bankitalia sul Credito cooperativo fiorentino, in seguito all’ispezione scattata a marzo scorso. La notizia di un’indagine anche sui rapporti tra Ccf e Btp risale a febbraio scorso, quando furono arrestati Angelo Balducci, Fabio De Santis, Diego Anemone e Mauro Della Giovampaola. Al centro degli accertamenti, i finanziamenti ottenuti da Btp: secondo gli inquirenti le ragioni di credito presentate dal gruppo al Credito cooperativo si sarebbero basate su documenti non veritieri.

Allora emerse che la procura aveva indagato il direttore generale del Ccf, Italo Biagini, per appropriazione indebita insieme a Fusi. Emerse anche che la procura di Firenze aveva indagato l’ex direttore di una filiale fiorentina della Bnl, Riccardo Baronti, accusato sempre di appropriazione indebita per un finanziamento a una societa’ riconducibile a Riccardo Fusi. Complessivamente gli indagati sarebbero una dozzina.

A Firenze Verdini era stato indagato con Fusi per corruzione per la vicenda della scuola marescialli di Firenze in merito alla nomina di De Santis a provveditore all’opere pubbliche della Toscana, inchiesta poi passata alla procura di Roma.