“Inchieste da 20 milioni”, ma gli atti smentiscono Berlusconi: spese al massimo per 10

Pubblicato il 30 Marzo 2011 13:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2011 13:57

ROMA – Dire la verità è sempre la politica migliore, a meno che ovviamente tu non sia un ottimo bugiardo. Anche snocciolare cifre falsate, per esempio sostenere che la procura di Milano ha speso 20 milioni di euro per una questioncella di evasioni fiscali, rientra tra le bugie? Berlusconi è sicuramente uomo d’onore, ma su inchieste, consulenze, traduzioni, perizie e relativi compensi, esagera, sovrastima, confonde. Quelle spese ammontano al massimo alla metà, 10 milioni circa. E riguarda tutte le numerose inchieste su fondi neri, corruzione, evasione che lo riguardano.

La documentazione a disposizione dei difensori sui costi della perizia contabile dei revisori della Kpmg dice in effetti ben altro. Sommando i costi di consulenze e atti processuali si arriva a 5 milioni 700 mila euro, tenendo conto anche delle relazioni riversate dal 2005 a oggi nei processi Mediatrade, Mediaset, lo stralcio che riguarda l’avvocato Berruti e il processo Mills. Iva inclusa la cifra arriva a 6,9 milioni di euro.

Se poi si aggiunge  la consulenza da 5,3 miliardi di lire nell’inchiesta di 15 anni fa sui bilanci Fininvest si arriva al massimo a sfiorare i 10 milioni. Se i compensi dei pm ai consulenti sembrano esagerati basta citare i due ricorsi, bocciati, presentati da due imputati: Berlusconi nel 2005 e il manager Mediaset Stabilini nel 2010. Nel primo caso la difesa del premier aveva protestato contro lo spreco di 2 milioni destinati ai compensi per traduttori e periti dell’inchiesta Mediaset. Ma il giudice in quel caso respinse il ricorso. Nel 2010 un altro giudice respinse il ricorso di Stabilini sulle 16mila ore di lavoro attestate dai consulenti.