Innocenzo papà comprende, collabora e aiuta l’amicizia di Barbara Guerra con papi Berlusconi

di Riccardo Galli
Pubblicato il 2 Marzo 2011 15:08 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2011 15:08

Barbara Guerra

MILANO – “Gli volevo proporre se vuole mettere una microspia …c’ho le chiavi io dell’ufficio, ieri è venuto anche il senatore Valditara”.

“E si può fare?”.

“Io c’ho le chiavi”.

“Allora glielo dico sub… cacchiarola. Non è qui sennò cazzo andavamo a casa sua subito”.

E’ uno stralcio della conversazione che Barbara Guerra, una delle ragazze dell’Olgettina, ha con il padre Innocenzo, imprenditore edile che si sta occupando della ristrutturazione della sede di Futuro e Libertà a Milano, una conversazione intercettata l’undici gennaio, cioè quando il Rubygate è oramai cosa nota.

Per la cronaca Berlusconi declinò l’offerta, per la cronaca Bocchino a nome di Futuro e Libertà ha già espresso tutta la sua indignazione e tutta la sua perplessità per un paese ridotto in queste condizioni, per la cronaca.

A volte però la cronaca non basta a raccontare la realtà. Papà Innocenzo sa, anche non leggesse i giornali, anche se in tv guardasse solo il calcio, anche fosse  cieco e sordo di certo sa che sua figlia è una delle protagoniste del Bunga Bunga. Anche se non volesse ritenere veritiero quello che riportano i giornali, sa che la sua Barbara frequenta un uomo molto, molto più grande di lei, forse persino con qualche anno più di lui. Sa di certo che quest’uomo che risponde al nome di Silvio Berlusconi versa dei soldi alla figlia, può ritenere che siano solo i maligni a sostenere che quei soldi vengono dati in cambio di sesso ma, da uomo di mondo, difficilmente può credere che siano un regalo. Innocenzo fa l’imprenditore edile, difficile che possa pensare che al mondo c’è qualcuno che regala soldi, gioielli, appartamenti senza chiedere nulla in cambio.

Alcuni padri di altri tempi, sapendo che un ultrasettantenne regala denari alla figlia ventenne, avrebbero aspettato l’arzillo vecchietto per dirgliene quattro, nella migliore delle ipotesi, in altri casi non si sarebbero accontentati di un’ammonizione verbale. Invece Innocenzo sa, forse approva e forse è stato persino sponsor di questa amicizia della figlia, di certo sembra che non abbia nulla a che ridire su questa frequentazione.

“Lo sai cosa fa, lo sai con chi va e con chi si vede? Un uomo maturo si dice sposato, tanto più grande di lei. Ma che cosa faranno, che cosa diranno per più di due ore? Si toccheranno, si baceranno, ah! Se suo padre sapesse! Qualcuno di noi, con un po’ di coraggio, glielo deve dire e che diamine! Lui l’hanno cacciato, allontanato in un’altra città… E si dice che a lei suo padre le ha date di santa ragione Adesso sta chiusa in casa e per un bel pezzo non uscirà vedi, un po’ di coraggio e certe puttane, vanno punite e che diamine!” cantava Ivan Graziani nel 1994.

Evidentemente in una quindicina d’anni il nostro paese è cambiato, si è modernizzato, i padri di oggi, come Innocenzo, hanno finalmente una mentalità più aperta e, infatti, Innocenzo non se la prende. Magari in cuor suo non ne gioisce, ma di certo cerca anche lui di trarne profitto. Il caso e il suo lavoro l’hanno portato ad essere il responsabile dei lavori che si stanno svolgendo nella sede milanese di Futuro e Libertà, “la tana dei cospiratori” come la definisce Innocenzo. E allora cosa fa, sapendo che la figlia è intima del premier, le telefona per usarla da tramite con il Cavaliere. Ha avuto un’idea geniale Innocenzo, perché non piazzare delle microspie nella sede del neonato partito di Fini? La brava figliola si prodiga e contatta immediatamente il suo mentore e mecenate e riferisce poi, al padre, di aver cercato di contattare il premier: “ho detto di chiamarmi subito, m’ha richiamato poi alle quattro, ho chiamato alle due alle quattro m’ha richiamato…”. Innocenzo, sottile uomo d’affari, affina la strategia e consiglia la figlia Barbara: “Tu digli cheee… (…) che mio papà non è abituato a queste cose qui, perché, ma però, gli devi dire, per l’amore e il rispetto che (…) che ho nei suoi confronti, se gli interessa si può fare”, Innocenzo non è solito fare queste cose, ma per il Cavaliere uno strappo alla regola si può ben fare. Barbara: (con tono di voce bassa) “eee glielo dico, adesso appena mi richiama (…) ee sì. Dai, facciamo così, adesso lo presso per un’ora intera gli dico, ma si libera perché domani c’è una cosa da fare gli dico”. Il padre: “eee, almeno sente le puttanate che dicono e di quello che fanno”.

Innocenzo spiega poi alla figlia che “dopodomani arriva il camion con i mobili” e che il locale “domani è ancora vuoto, se lui ha una persona che può farlo (…) io c’ho le chiavi”. Barbara: “e mo lo chiamo di nuovo, tanto che ore sono finirà sta cazzo di riunione”. Il padre: “eee, digli, è proprio la tana del…”. Barbara: “del lupo”. Padre: “dei cospiratori”.

Poco dopo, in un’altra telefonata intercettata, Barbara dice al padre di aver “appena parlato” con Berlusconi che le ha detto “cheeee..mm. per … forse è meglio non farlo, però vuole sapere dove è la sede….”. Emerge quindi da questo stralcio di conversazione che Berlusconi, almeno a quanto dice la Guerra, non si scandalizza affatto alla proposta di piazzare delle cimici per spiare Fini, e questo è grave, e che chiede a una soubrette dov’è la sede di Futuro e Libertà a Milano, e questo è sconsolante. Innocenzo poi, quasi al termine della conversazione: “mmm e perchè non è da fare?”, Barbara: “ee boh… Forse ha paura che se esce qualcosa”. A nessuno è venuto il sospetto che non si possa fare perché è eticamente scorretto, moralmente discutibile e anche illegale. Sono altre le cose che preoccupano papà Innocenzo: alla figlia Barbara che gli telefona nelle more di una riunione con gli avvocati del premier convocata per concordare la controffensiva delle dichiarazioni sulle serate di Arcore lui raccomanda l’immagine e sulla sostanza non nutre curiosità capaci di intaccare, dio non voglia violare, la privacy della figliola.