Inps, toto-presidente: Treu, Nori, Damiano, Bonanni, Sarmi o Cazzola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2014 12:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 12:04
Inps, toto-presidente: Treu, Nori, Damiano, Bonanni, Sarmi o Cazzola

Inps, toto-presidente: Treu, Nori, Damiano, Bonanni, Sarmi o Cazzola (LaPresse)

ROMA – Tiziano Treu, Mauro Nori, Cesare Damiano, Raffaele Bonanni, Massimo Sarmi, Giuliano Cazzola: questi i nomi del possibile nuovo presidente dell’Inps dopo le dimissioni di Antonio Mastrapasqua.

Oltre ai dubbi su chi guiderà l’Ente, un gigante con 23,4 milioni di iscritti, 30 mila dipendenti che paga ogni mese 16 milioni di pensionati (261,3 miliardi nel 2012, il 15,9% del Pil italiano), la questione è anche sulla natura dell’incarico. Scrive Roberto Mania su Repubblica:

“Due sono le opzioni sulla carte: nominare un presidente applicando le vecchie regole con il compito di accompagnare l’ente previdenziale verso il nuovo assetto di governance che prevede la reintroduzione di un consiglio di amministrazione; oppure scegliere un commissario con la missione esclusiva di fare da traghettatore”

Quindi il toto-nomi: abbiamo due ex ministri del Lavoro (Tiziano Treu e Cesare Damiano), una soluzione interna (Mauro Nori), un manager pubblico (Massimo Sarmi, di Poste), un sindacalista (Raffaele Bonanni) e due ex sindacalisti (Giuliano Cazzola e, di nuovo, Cesare Damiano).

Tiziano Treu. Il suo nome è il primo della lista. Vicentino classe 1939, ministro del Lavoro dal 1995 al 1998 con i governi Dini e Prodi, autore del pacchetto Treu che introdusse i contratti precari nella legislazione sul lavoro, Treu, attualmente membro del Cnel, risponde sia alle esigenze di un profilo tecnico che a quelle di un profilo politico: Treu ha aiutato Matteo Renzi a scrivere il Jobs Act ed è molto vicino al nuovo segretario del Pd.

Mauro Nori. Nato a Roma nel 1961, all’Inps da quando aveva 33 anni, Nori è l’attuale direttore generale dell’ente di previdenza. Appassionato di rugby, secondo Sergio Rizzo (Corriere della Sera), Nori è sponsorizzato dalla Cisl “non è un mistero che la sua nomina sia stata fortemente sostenuta dalla Cisl”.

Raffaele Bonanni. Nato nel 1949 a Bomba (Chieti), Bonanni è entrato nella Cisl nel 1970, divenendone segretario nel 2006. Tirato in ballo per il dopo-Mastrapasqua, si è schermito così: “Non ne so niente, mi sembra una candidatura civetta e in ogni caso non sono per niente interessato”. È dal 1994 che un sindacalista non viene nominato presidente dell’Inps.

Massimo Sarmi. Nato nel 1948 a Malcesine (Verona), dal 2002 è amministratore delegato delle Poste Italiane. Dopo un inizio come ingegnere nell’Aeronautica Militare, Sarmi entra all’allora Sip, diventando nel 1995 primo direttore generale di Tim. Nel 2000 viene nominato ad e dg di Siemens Italia.

Cesare Damiano. Nato nel 1948 a Cuneo, entra nella Fiom-Cgil nel 1970, diventando segretario generale del Piemonte nel 1980. Ai vertici della Cgil finché, nel 2001, viene eletto nella segreteria nazionale dei Ds. Ministro del Welfare nel governo Prodi dal 2006 al 2008, Damiano sarà poi uno dei più agguerriti oppositori di un altro ministro del Welfare, Elsa Fornero, in particolare sulla vicenda esodati. In quanto bersaniano, gli appoggi alla candidatura Damiano sono più forti dal mondo sindacale che dal Pd.

Giuliano Cazzola. Bolognese classe 1941, sindacalista, professore e dirigente del ministero del Lavoro, Cazzola è stato vicesegretario nella Cgil, dove ha militato fino ai primi anni Novanta. Poi un deciso cambio di rotta politica che lo ha portato ad essere eletto deputato nelle liste del Pdl nel 2008. Durante il quarto governo Berlusconi Cazzola è stato il relatore del disegno di legge sul lavoro. A gennaio 2013 ha lasciato il Pdl per entrare in Scelta civica, ma non è stato eletto alle politiche dello scorso febbraio.