Insegnanti assenteisti: dalla Corte costituzionale arriva la pacchia. O il collasso per le scuole italiane

Pubblicato il 6 Ottobre 2010 8:27 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2010 8:36

Brutta sorpresa per le scuole pubbliche italiane, con le casse già vuote a causa dei residui attivi (pagamenti anticipati per supplenti e fornitori) non restituiti dal Ministero e dei finanziamenti sempre più striminziti per manutenzione e funzionamento.

Una sentenza della Corte costituzionale, pubblicata nel giugno scorso e finora passata inosservata, potrebbe portare moltissimi istituti al collasso finanziario.

Con la sentenza 207/2010, la Corte ha, infatti, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, comma 23, lett. e), della legge 3/8/2009, n. 102, stabilendo che l’onere degli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti per malattia, la cosiddetta visita fiscale,  sia a carico dell’amministrazione che li richiede.

Ciò significa che ogni scuola, da oggi in poi, dovrà pagare gli ispettori medico-legali che per legge (art. 71 della famigerata legge 133/2008) è obbligata a inviare a casa dei docenti anche dopo un solo giorno di assenza.

Un costo non indifferente, che la maggior parte delle scuole pubbliche non si potrà permettere.

Per questo, lo Snals (Sindacato nazionale autonomo lavoratori della scuola) ha inviato una lettera al Ministero dell’Istruzione, chiedendo se sia possibile “attribuire al Dirigente la discrezionalità per valutare la necessità e l’opportunità della visita fiscale, al fine di limitare gli oneri economici a carico delle scuole in limiti ragionevoli, oppure se le scuole saranno dotate, e con quali strumenti, di ulteriori risorse ad hoc, per far fronte ad un onere complessivo che, in caso di obbligo, sarebbe certamente molto gravoso”.