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Intercettazioni, Berlusconi: basta rinvii o meglio lasciar stare

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

Che il testo del ddl sulle intercettazioni non gli piacesse lo ha detto pubblicamente lui stesso, ma per Silvio Berlusconi l’attuale compromesso non deve subire ulteriori slittamenti altrimenti ci potrebbe essere la tentazione di lasciar finire su un binario morto il provvedimento. E’ questa, stando a fonti della maggioranza, la posizione del premier sul testo che si ripromette di introdurre un giro di vite sulle intercettazioni.

”Dopo le concessioni che abbiamo fatto un ulteriore rinvio a dopo l’estate sarebbe una beffa e a quel punto Berlusconi sarebbe tentato di lasciar perdere”, riferisce un dirigente del Pdl chiedendo di restare anonimo. Una posizione confermata anche da un altro esponente di rilievo del centrodestra secondo il quale uno slittamento del voto alla Camera dopo l’estate equivarrebbe per Berlusconi ad una ”presa in giro”, tale da spingerlo a rinunciare all’adozione del provvedimento.

Proprio oggi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha detto che il testo deve essere approvato prima della pausa estiva, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, gli ha ricordato che “l’estate finisce il 21 settembre…”.

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