Intercettazioni: 20 minuti per gelare Berlusconi, stop di Napolitano

Pubblicato il 15 Settembre 2011 8:51 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2011 8:55

Silvio Berlusconi (Lapresse)

ROMA – Appena 20 minuti sono bastati a Giorgio Napolitano per gelare Silvio Berlusconi e il suo ultimo tentativo anti-intercettazioni. Da un lato il presidente della Repubblica ha lanciato nuovi input sulla manovra,  sull’euro e sull’integrazione sul piano internazionale e dall’altro il premier ha cercato una sponda che non c’è stata.

L’idea di bloccare le intercettazioni su Berlusconi, viste le varie grane con la giustizia, non è passata al Colle. Secondo il Corriere della Sera per Napolitano sarebbe “impraticabile”, punto. Così l’ipotesi ormai sfumata è sparita dall’ordine del giorno del consiglio dei ministri convocato qualche ora dopo.

Berlusconi ha solo provato a riproporre quella che l’opposizione chiama “legge bavaglio”, ma poi si è fermato evitando una prova di forza con il Quirinale che in questo momento non gli gioverebbe politicamente.

Il Capo dello Stato ha preferito mettere sul tavolo la questione delle risposte necessarie in sede monetaria e internazionale. Ha ricordato che la crisi finanziaria apertasi nel 2007-2008 pone alla politica e alla cultura europee e americane ”sfide” che ”hanno dimensione globale”, che impongono ”una riflessione comune” e ”la ricerca di soluzioni condivise” fra i vari paesi. La crisi, sottolinea Napolitano, non si ferma ai confini dei singoli paesi. Allo stesso modo le soluzioni devono superare quei confini. Il presidente della Repubblica ricorda un punto apparso chiaro nelle prime fasi della crisi, ma poi perso per strada durante la ricerca affannosa di misure tampone e di modi di risanare i bilanci pubblici: ”il consolidamento dell’euro è una priorità essenziale per l’Europa”, ed è anche ”un interesse vitale per l’economia mondiale”.

Secondo Napolitano, occorre ”prendere tutte le misure necessarie al rafforzamento della moneta unica”, e occorre ”una più stretta integrazione anche politica europea. Questi due aspetti, ha sottolineato, sono ”inseparabili”: se non si fanno entrambe le cose non si ottiene il risultato. E l’Europa e l’America, ha aggiunto, non devono cedere alla tentazione di risolvere ciascuno la crisi pensando solo a casa propria. Piuttosto devono realizzare ”una più forte cooperazione euro-atlantica”, con ”la consapevolezza che solo così potremo esprimere soluzioni efficaci ed aprire nuove prospettive di sviluppo alle nostre società”.