Intercettazioni: sul disegno di legge il governo mette la fiducia

Pubblicato il 9 Giugno 2010 16:14 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2012 14:34

Il governo pone la questione di fiducia sul disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha annunciato il 9 giugno il ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito, tra le proteste dell’opposizione.

Il voto di fiducia su un maxi-emendamento che riassume il contenuto del ddl, alla luce anche delle ultime modifiche presentate dal relatore Centaro, è stato fissato per il 10 giugno alle 11:30.

Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo del Senato, come ha riferito il presidente dell’Idv, Felice Bellisario. In mattinata è prevista anche la diretta televisiva con le dichiarazioni di voto e le due chiame.

L’annuncio di Vito di voler porre la fiducia sul ddl intercettazioni è stata accolta da un coro di ‘buu buu’ e da mani sbattute sui banchi da parte dei senatori del centrosinistra. Alcuni senatori del Pd hanno battuto anche i piedi in segno di protesta.

Prima che il ministro per i Rapporti con il parlamento annunciasse il voto di fiducia, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha spiegato che è assolutamente diritto della maggioranza di arrivare “al momento della decisione”, visto che si è discusso di questo tema, le intercettazioni, da almeno due anni soltanto in questa legislatura.

“Dopo il lungo tempo della discussione – ha sottolineato Gasparri – ora è il tempo della decisione. Del resto, tutti ritengono che questo tema sia importantissimo, visto che era stato oggetto di altri progetti di legge nella precedente legislatura”.

“Il voto di fiducia per il ddl intercettazioni è stato autorizzato dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio scorso”, ha fatto sapere il portavoce di Vito, Pino Caiola.

La risposta è stata accolta da un coro di ‘vergogna! vergogna!’ da parte dei senatori dell’opposizione, che ora sembrano intenzionati ad occupare l’aula, visto che non si muovono dai banchi, nonostante Schifani abbia sospeso la seduta.

Interpellato sulla possibilità che la fiducia sul ddl possa complicare il rapporto con le opposizioni e rendere più difficile l’iter per le riforme, Bossi ha risposto “Spero di no”, aggiungendo che  “le riforme sono così importanti che i partiti non possono invocare scuse”. D’altro canto, dice Bossi, si è trattato di “una scelta quasi inevitabile”.