Intercettazioni: delega al Governo su divieti, tagli e…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2015 13:49 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2015 13:49
Intercettazioni: delega al Governo su divieti, tagli e...

Intercettazioni: delega al Governo su divieti, tagli e…

ROMA –  La Camera dei Deputati ha dato delega al Governo di sciogliere il nodo delle intercettazioni, approvando il ddl di riforma del processo penale, con 314 sì, 129 no e 51 astenuti. A favore hanno votato Pd, Scelta civica, Area popolare, Psi, Pi-Cd. Contrari M5s, Lega nord, Fdi, Sel, Alternativa Libera. Forza italia si è astenuta. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Toccherà al Governo scrivere nei dettagli le norme che regolano l’uso delle registrazioni da parte dei magistrati, inclusa una udienza filtro, durante la quale magistrati e avvocati decideranno quali registrazioni sarà possibile utilizzare, escludendo la pubblicazione delle intercettazioni di persone occasionalmente coinvolte nelle indagini, sempre che non siano valutate funzionali all’inchiesta.
I punti chiave sono:
1. per magistratura e forze dell’ordine intercettazioni no limits;
2. escluse quelle che non contano ai fini del processo;
3. il rischio vero di un uso improprio è limitato ai documenti elaborati prima della selezione fatta da accusa e difesa sotto la guida di un giudice: i mandati di cattura finora sono stati una manna per i giornalisti, forse in futuro lo saranno di meno; ma tutto quello che essi conterranno sarà lecito pubblicarlo;
4. anche le registrazioni fatte da privati non saranno reato se finalizzate non alla diffamazione ma al diritto di cronaca e di giustizia;
5. non si può ignorare che se in Inghilterra o negli Usa uscisse metà di quel che esce in Italia da fonte giudiziaria i ranghi dei giudici sarebbero dimezzati: i giornalisti hanno diritto dovere di pubblicare tutto, le fonti devono mantenere il riserbo. Documenti del Pentagono
e Watergate  restano come due pilastri: i giornalisti sempre assolti, le fonti in galera.
Se il Govero non deraglierà dalle linee del Parlamento e se prima ancora il Senato, se vivrà ancora un po’, non deraglieranno dalle linee della Camera, non dovrebbe essere più possibile diffondere legalmente i fascicoli delle intercettazioni. Sarà nella competenza e nella responsabilità di pubblici ministeri e giudici la scelta delle intercettazioni da inserire negli atti pubblici quali l’ordine di cattura.
I giornalisti correranno rischi sono se pubblicheranno testi esclusi dalla scelta congiunta di accusa e difesa. Il relatore della legge, Walter Verini (Pd) ha fatto un gran lavoro di emendamenti, arrivando a escludere dalla furia liberticida dei suoi colleghi Deputati le intercettazioni fatte di nascosto da un giornalista per svelare crimini o violazioni di legge o di etica.
“L’AC 2798-A, approvato dall’Assemblea il 23 settembre, delega inoltre il Governo a riformare le intercettazioni ed i giudizi di impugnazione. In particolare, per le intercettazioni sono previsti principi a tutela della riservatezza delle comunicazioni ed é prevista una nuova fattispecie penale (punita con la reclusione non superiore a 4 anni) a carico di quanti diffondano il contenuto di conversazioni fraudolentemente captate, al solo fine di arrecare danno alla reputazione. La punibilità è esclusa quando le registrazioni sono utilizzabili in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca”.