Intercettazioni. Il Pdl stringe sui tempi, restano quattro i nodi dei finiani

Pubblicato il 20 Giugno 2010 18:54 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2010 19:06

Il Pdl punta a portare a casa entro l’estate la legge sulle intercettazioni “facendo – come assicura Fabrizio Cicchitto – il possibile ma anche l’impossibile”. Se così fosse ciò non escluderebbe nuove modifiche per venire incontro alle richieste dei finiani che chiedono di risolvere 4 nodi: la proroga della durata degli ascolti, la responsabilità giuridica dell’editore, l’intercettabilità dei cosiddetti ‘reati satellite’ e la condanna fino a 4 anni per registrazioni fraudolente.

Se sabato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato a sollecitare tutti per stribgere sui tempi, domenica il ministro degli Esteri Franco Frattini ha individuato per la prima settimana di agosto un periodo possibile per arrivare ad una votazione, magari non l’ultimissima, se deve tornare indietro al Senato, ma avremo finalmente il testo definitivo”.

Una tempistica che però sembra anche tenere conto delle correzioni necessarie per trovare la quadra dentro la maggioranza e, come dice il capogruppo Cicchitto, “mettere al riparo questa legge da successivi interventi della Corte Costituzionale”. I nodi dei finiani restano quelli illustrati l’altro giorno in commissione da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia e consigliera giuridica del presidente della Camera. Tra i ‘suggerimenti’ che la parlamentare rivolge a governo e maggioranza c’é quello che riguarda la proroga degli ascolti di tre giorni in tre giorni. C’é poi la cosiddetta ‘norma D’Addario’ che introduce il reato di riprese e registrazioni fraudolente punibile a querela della persona offesa con la pena da 6 mesi a 4 anni.

Convince poco la parlamentare anche la norma che punisce gli editori. E in difesa della libertà di stampa che il Pd ha deciso oggi di mobilitarsi, scendendo in piazza l’1 giugno insieme alla Fnsi. L’ultimo punto sul quale i finiani hanno da eccepire è la norma introdotta a Palazzo Madama che prevede la richiesta di autorizzazione alle Camere se da qualsiasi atto di indagine emerga che le intercettazioni o l’acquisizione di tabulati siano comunque finalizzate, “anche indirettamente”, ad accedere alla sfera delle comunicazioni del parlamentare. E’ su quell'”anche indirettamente” che i deputati vicini al presidente di Montecitorio chiedono un approfondimento.