Intercettazioni, da Ruby a Bossi: cosa non potremo più leggere se passa la legge

Pubblicato il 19 giugno 2012 11:25 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2012 11:25
minetti

Nicole Minetti al processo Ruby (LaPresse)

ROMA – Torna il “rischio bavaglio”: l’allarme si diffonde dai giornali alla rete e se la legge sulle intercettazioni passa, così come l’ha proposta il Pdl e come la sta rivendendo il ministro della Giustizia Paola Severino, probabilmente non potremo leggere tante conversazioni che sono finite sulle prime pagine dei quotidiani e hanno fatto scoppiare scandali come quello di Ruby, della Lega Nord, del calcio scommesse e ancora del cosiddetto “Sistema Sesto” legato a Filippo Penati.

Se la legge bavaglio fosse già in vigore i nostri occhi non sarebbero mai finiti a spulciare le conversazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi e di Valter Lavitola. Non avremmo mai saputo della famosa risata per il terremoto di L’Aquila e della cosiddetta “cricca” dei Grandi Eventi, così come le frasi delle ragazze invitate alle feste di Arcore, della consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, e i riferimenti a pagamenti in denaro e a giochi sessuali.

Non avremmo mai letto i verbali di Pierangelo Daccò sulle vacanze ai Caraibi del governatore della Lombardia Roberto Formigoni o ancora mai saputo dei riferimenti alla casa del sottosegretario Marco Milanese dove abitava Giulio Tremonti, nell’ambito dell’inchiesta Finmeccanica.

E ancora frasi come: “Digli al capo che se parli delle spese per i suoi figli salta la Lega Nord“, attribuite all’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, non sarebbero rimbalzate da un sito internet all’altro fino a fare tremare la segreteria del partito.

Le parole del bomber dell’Atalanta Cristian Doni all’ex preparatore atletico del Ravenna Calcio Nicola Santoni, “Lei è Fantozzi…Fai il falsetto, fai il falsetto”, non sarebbero arrivate in tv e sui social network dai palazzi di Giustizia.