Intercettazioni, si allungano i tempi. La maggioranza “testa il polso dell’opposizione”

Pubblicato il 7 aprile 2010 9:11 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2010 9:16

Nuova battuta d’arresto per la riforma delle intercettazioni. Il dibattito sul testo, che ormai attende il via libera dal 3 giugno 2008, sarebbe dovuto riprendere oggi nella commissione Giustizia del Senato ma dovrà attendere ancora. Se ne comincerà a parlare al Senato nella prossima settimana, basandosi sul testo di legge approvato nel giugno scorso alla Camera.

Occasione per “testare” l’opposizione. “Questa è la prima delle riforme messe in cantiere dal centrodestra – dichiara il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, Pdl – e sarà l’occasione sulla quale tastare il polso dell’opposizione. E’ qui che si comincerà a misurare la buona volontà dei rami più responsabili della minoranza, Pd e Udc”. Martedì, infatti, verrà istituito un “ufficio di presidenza” dal quale dovrà prendere vita un “tavolo di confronto tra maggioranza e opposizione”.

“Vedremo martedì – fa sapere Berselli – quale sarà la linea dell’opposizione. Se si presenteranno con spirito costruttivo, non ci saranno problemi a rimettersi al lavoro sul testo”, limando quegli aggettivi a cui il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha promesso di “non attaccarsi”. Questo, spiega ancora il presidente della II commissione di palazzo Madama, “potrebbe portare a un testo modificato dalla maggioranza ma con dentro anche alcune modifiche proposte dall’opposizione”.

“Noi – continua Berselli – non pretendiamo che l’opposizione arrivi a votare il testo. Potrà esprimere serenamente un voto contrario, quel che conta – insiste – è l’atteggiamento”. Che dovrà essere “civile e costruttivo” e soprattutto non ostruzionistico, altrimenti “la maggioranza non potrà far altro che procedere con il testo già approvato alla Camera, con semmai alcune modifiche, ma promosse unilateralmente”.

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L’agenda. Entro il 22 aprile, comunque, Berselli vorrebbe aver completato i lavori di commissione in modo che il Senato possa discutere in aula di intercettazioni già ai primi di maggio. Poi toccherà alla riforma del processo penale. E in quel caso i tempi si allungheranno ancora.

Per il senatore Roberto Centaro, Pdl, ex magistrato, relatore del ddl “la rapidità” è la cosa più importante. “In settimana ci vedremo in ambito di maggioranza e decideremo il da farsi – spiega – se apportare qualche modifica al testo e rinviarlo quindi alla Camera oppure approvare il testo così com’è. Ci sarà poi il tempo per fare qualche modifica in futuro sulla base delle prime esperienze”. “Siccome hanno problemi al loro interno e con il Quirinale, prendono tempo. Alla faccia della fretta tanto dichiarata”, è il commento del senatore Felice Casson, Pd, anche lui ex magistrato.

Legittimo impedimento. Nel frattempo, in settimana, dovrebbe essere sciolto il nodo della legge sul Legittimo impedimento, che è da diversi giorni alla firma del Capo dello Stato. La maggioranza si aspetta che il testo sia controfirmato da Napolitano. Qualora il presidente decidesse di non firmarlo rinviandolo alle Camere con la richiesta di qualche modifica, la maggioranza accoglierebbe in fretta i cambiamenti e rinvierebbero il testo al Colle.