D’Addario in piazza per le intercettazioni, le urlano: “Via le escort”

Pubblicato il 1 Luglio 2010 19:19 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 10:49

Patrizia D'Addario

Patrizia D’addario scalda piazza Navona. ”Via le escort di Berlusconi da questa piazza”, ha detto nel retropalco Benedetta Buccellato, segretaria dell’Associazione per il teatro italiano. ”E’ la vergogna della Nazione. Sta facendo pubblicita’ al suo libro dove ci sono gli organizzatori di una manifestazione per la dignità della cultura. Non e’ una scrittrice. E’ una cosa ignobile”.

Poi, a pochi metri dalla D’Addario circondata dai giornalisti, ha urlato: ”via, fuori le escort!”, per poi aggiungere ”mi denunci pure perche’ l’ho chiamata escort”.

Il commento della escort barese, detta Brummel, è arrivato subito: ”Mi ha aggredito usando parolacce. Io sono stata invitata dagli organizzatori. Non credo che la signora avrebbe mai il coraggio che ho avuto a raccontare la verita’ a un magistrato”. E ha annunciato che nel suo prossimo libro ci saranno ”altre verità. Finora sono stata molto, troppo gentile. Ma dovrà uscire prima che esca questa legge, altrimenti non uscirà”.

“Non abbiamo fatto un servizio d’ordine. In piazza viene chi vuole, anche chi può pensare di trovare qui le telecamere” ha detto il presidente della Fnsi Roberto Natale. “Il sindacato è aperto a tutti ma nessuno cerchi di speculare su questa nostra apertura. Poi, se domani qualcuno racconterà ‘la piazza della D’Addario, non sarà stato un buon giornalista. Semmai dovrebbe essere la piazza di Patrizia Aldovrandi o di Ilaria Cuti”.

E Rosy Bindi: “La D’addario è una cittadina italiana? Sì. Ha avuto qualche problema con le intercettazioni? Sì. Siamo un paese libero e gli organizzatori decidono chi invitare. Poi – ha concluso – chi ascolta è in grado di valutare i singoli interventi”.

”Abbiamo rispetto per tutte le persone e quindi anche della signora D’Addario, ma noi non abbiamo testimonial della manifestazione di oggi. Le nostre bussole sono e restano Amendola, Matteotti, Donati e in epoca recente Casalegno e Tobagi. Sono loro i testimoni della liberta’ di stampa per la quale da 102 anni la Fnsi e’ incessantemente in campo”.

Lo dice il segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi al termine della manifestazione di oggi a piazza Navona.

”Chiunque voglia banalizzare una grande manifestazione di civilta’ democratica e di adesione alla bandiera della liberta’ compie una volgare manipolazione della realta’. Non c’e’ neanche bisogno di aggiungere che si tratta di malafede senza altri aggettivi. Nessuno di noi l’ha invitata, e’ cosa troppo seria la battaglia della liberta’ che stiamo compiendo, non ci puo’ essere inganno”, aggiunge Siddi. ”Chi compie volgari strumentalizzazioni ha poche idee e soprattutto rifiuta il confronto sul merito reale delle cose. L’informazione e’ un bene troppo alto e deve essere tutelato per la valorizzazione delle idee di tutti. E’ evidente che ciascun cittadino viene con la sua immagine e come tale viene rispettato, ma la nostra e’ una battaglia di merito e di sostanza su cui nessuno oggi sembra voler veramente discutere – conclude Siddi – per privilegiare lo spettacolo permanente della politica”.