Iraq, Berlusconi: “No al silenzio sulla tragedia dei cristiani”

Pubblicato il 16 Novembre 2010 23:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 1:32

”La storia delle comunità cristiane nel Medio Oriente e’ assai antica e travagliata e la loro presenza millenaria in una regione che e’ stata culla della civilta’ non puo’ essere messa in discussione da atti di discriminazione, da violenze e da atti terroristici, che sempre piu’ spesso si susseguono ai danni dei cristiani di Oriente”. Recita questo il messaggio del presidente Silvio Berlusconi, letto nel corso della ”Veglia per i cristiani invisibili del Medio Oriente”.

”Bisogna per questo oggi ancor piu’ di ieri far sentire alta la voce, perche’ tragedie come quelle cui abbiamo assistito in Iraq nelle scorse settimane non passino sotto colpevole silenzio – prosegue il messaggio del Premier -. Per tali ragioni la comunita’ internazionale, il mondo della politica e quello della societa’ civile, se da una parte, devono denunciare i gravissimi episodi di violenza senza alcune remora, dall’altro hanno il dovere di diffondere con i modi e i mezzi piu’ opportuni i valori della pace, della fratellanza, della solidarieta’ tra i popoli”.

”Il principio secondo il quale la vita e’ inviolabile e sacra deve essere declinato a partire dal rispetto dell’integrita’ della persona – continua -, senza alcun distinzione di etnia, cultura, credo religioso, trovando il proprio campo di applicazione nel rigoroso rispetto nei diritti inviolabili dell’uomo. Per tale ragione l’odio e la violenza, specie se fomentati da strategie politiche che umiliano e offendono la persona umana, non potranno e non dovranno trovare alcuno spazio. L’evento di questa sera rappresenta allora una riflessione seria affinche’ vengano finalmente poste le condizioni per cui ogni uomo si senta libero di professare il proprio credo senza alcuna angoscia, affinche’ la fede rappresenti una scelta vera e non un marchio, affiche’ finalmente l’amore trionfi sull’odio, affinche’ la vita vinca la morte. Solo cosi – conclude – potremo tutti insieme gettare le basi di una societa’ mondiale fondata sul rispetto, sull’accoglienza, sulla partecipazione e sulla democrazia”.