Irpef: quanti soldi e a chi nelle promesse Pd, Lega, M5s, Berlusconi. Le differenze

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 febbraio 2018 10:26 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 10:26
Campagna elettorale anche su Irpef: le ricette di Lega, Pd, Forza Italia e M5s

Irpef: quanti soldi e a chi nelle promesse Pd, Lega, M5s, Berlusconi. Le differenze

ROMA – Essere ricchi aiuta, specie nella ricetta proposta dalla Lega. Manca ormai meno di un mese alle elezioni e tutti, da destra a sinistra, propongono la loro versione di riforma del Fisco. Il centrodestra punta sulla flat tax, il Pd sugli sgravi per le famiglie e i 5Stelle su una revisione delle aliquote. Formule che tradotte significano tasse più leggere per chi più guadagna in due casi su tre, anche se con percorsi diversi.

E’ quello che il Sole24Ore chiama il Gran Ballo dell’Irpef, ed è proprio il quotidiano di Confindustria a prendersi la briga di tradurre proclami e slogan in proiezioni di quello che realmente accadrebbe nelle tasche degli italiani. Proiezioni che raccontano di riforme decisamente vantaggiose per i redditi più alti nelle versioni proposte dal centrodestra, sia che si prenda quella voluta da Silvio Berlusconi sia quella dell’alleato Matteo Salvini.

Come ai redditi più alti sorriderebbe la formula grillina, questa probabilmente con un esito meno scontato, mentre di segno opposto sarebbe la riforma di Liberi e Uguali che premierebbe invece i redditi più bassi. Infine il Pd, che con i suoi sgravi non premierebbe né i redditi più alti né quelli più bassi ma le famiglie più numerose. Entrando nel dettaglio la ricetta dem, che prevede di non toccare le aliquote Irpef esistenti oggi ma di introdurre assegni per i figli (240euro a figlio sino ai 18 anni e 80 sino a 26), si tradurrebbe in quasi 2.400 euro in più l’anno per una famiglia con reddito di 15mila euro con due figli e 1.400 per una famiglia analogamente composta ma con reddito di 35mila euro.

Saldo invariato invece per i redditi più alti e per chi non ha figli che si ritroverebbe esattamente nelle stesse condizioni di oggi. Punta invece, e decisamente, sulla ‘flat tax’ cioè la ‘tassa piatta’ il centrodestra. Proposte sostanzialmente uguali per Fi e Lega che vogliono alzare la no tax area e introdurre un’aliquota fiscale unica per tutti i redditi.

La versione forzista prevede un’aliquota al 23% ed una ‘no tax area’ portata a 12mila euro e poi detrazioni per i figli variabili insieme all’età. Con questa formula i benefici si farebbero sentire in tutte le fasce di reddito, ma ovviamente con un peso differente: 500 euro in più per una famiglia con reddito di 15mila euro e senza figli, tra i 2.500 e i 3.000 per le famiglie con reddito a 35mila euro senza o con 2 figli e ben 26mila euro in più per le famiglie con redditi a 150mila euro.

Formula identica ma numeri diversi per il Carroccio che vorrebbe una sola aliquota al 15%: in questo caso nessun beneficio per chi guadagna 15mila euro annui, oltre 3.000 per le famiglie con o senza figli che all’anno di euro ne portano a casa 35mila e, per chi ha la fortuna di guadagnare 150mila euro all’anno lo sconto arriverebbe ad oltre 30mila euro, a prescindere dal numero dei figli. Risparmi significativi per molti, anche se soprattutto per i redditi più alti, ma costi altrettanto pesanti: 50 miliardi per finanziare la proposta di Forza Italia e 63 per quella leghista.

Di segno opposto la formula proposta da Liberi e Uguali che in controtendenza, invece di voler ridurre il numero delle aliquote, punta ad un aumento di queste in modo da rendere ancora più progressivo il prelievo. In questo caso nessun beneficio per quella minima percentuale di italiani che dichiara redditi dai 150mila euro in su, tra 1.200 e 1.300 lo sgravio per le famiglie senza figli con redditi di 35 e 15 mila euro e vantaggio oltre i 2mila per le famiglie con 2 due figli (2.700 per chi guadagna 15mila euro e 2.300 per chi ne riceve 35mila).

Infine i 5Stelle che forse un po’ a sorpresa premierebbero con la loro riforma i redditi più alti. La loro proposta prevede un’area esentasse sino a 10mila euro e 3 aliquote da 23. 37 e 42% mentre eliminerebbe il bonus da 80 euro. In questo modo una famiglia senza figli con reddito di 15mila euro pagherebbe 224 euro in più l’anno, mentre una con lo stesso reddito e 2 figli si ritroverebbe esattamente nelle stesse condizioni di oggi. Discorso diverso per i redditi da 35 e 150 mila euro che avrebbero un vantaggio tra 2mila e 8mila euro.