Iscritti al Pdl a loro insaputa. “Tesserati” militanti Lega, Fli e Udc

Pubblicato il 4 Gennaio 2012 12:43 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2012 12:47

Tessere Pdl (LaPresse)

VICENZA – Per ora sono una decina e in comune hanno l’essere iscritti ad una associazione di cacciatori. Si sono presentati tutti dai carabinieri per raccontare di un’altra tessera che, sostengono, di non aver mai richiesto. Tutti iscritti, secondo quanto affermano, al Pdl a loro insaputa.

A Vicenza la procura indaga e la situazione minaccia di allargarsi anche perché i dieci che hanno presentato e minacciano di denunciare l’elenco potenziale è molto più lungo. Il Corriere della Sera, infatti, parla di circa 16 mila domande di tesseramento al partito di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, metà delle quali sarebbero però “sospette”.

Il perché è presto detto: sulle richieste di tessera incriminate c’è la firma ma manca la fotocopia della carta di identità. Non solo: possibile che tutto un circolo di caccia abbia chiesto in blocco di aderire al Pdl? E poi ci sono i nomi. In quegli 8 mila, infatti, figurano anche tesserati o esponenti di altri partiti: si va da personaggi locali della Lega Nord e dell’Udc fino al parlamentare finiano Giorgio Conte, che avrebbe chiesto di iscriversi al Pdl insieme alla moglie e al suocero.

Inevitabile, quindi l’indagine, anche perché buona parte delle domande sospette sarebbero state raccolte da Sergio Borlato, europarlamentare del Pdl. Quest’ultimo, ovviamente, si dichiara estraneo ai fatti. Ma la voce che circola, e che il Corriere riporta, è quello di un “copia e incolla” fatto proprio dalla lista degli iscritti a una associazione venatoria. Compresi i defunti, come Ermenegildo Zanettin, padre di un militante sì del Pdl, ma scomparso a maggio 2011.

Lo stesso Conte conferma la domanda a sua insaputa e attacca: “Manca ogni forma di eticità”.  A questo punto la palla è in mano agli inquirenti. Nell’ipotesi più leggera verrà contestata una semplice violazione della privacy. C’è però la possibilità che le firme che corredano le domande siano state falsificate. E quindi il reato diventerebbe più grave. Di certo, per ora, c’è però la figuraccia del Pdl di Vicenza.