D’Alema: “Italia sull’orlo del baratro, serve un governo di transizione”

Pubblicato il 15 luglio 2010 8:55 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 8:55
Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Prospettive incerte e crisi certa. E’ un’analisi cupa quella di Massimo D’Alema sulla situazione del Paese. In una lunga intervista al Corriere della Sera l’esponente del Pd attacca Berlusconi responsabile di “non rendersi conto” dei problemi italiani e di lanciare “futili segnali di ottimismo”.  L’ex premier, quindi, propone un “governo di transizione”.

Secondo D’Alema “bisogna prendere atto che la lunga fase della parabola berlusconiana è finita. Nell’ultimo decennio lui è stato il principale arbitro della vita pubblica e ha governato per circa otto anni. Il risultato complessivo di questa esperienza è estremamente negativo. Non credo che l’anno prossimo Berlusconi possa andare all’assemblea della Confindustria e dire che vuole ridurre le tasse, semplificare la pubblica amministrazione, modernizzare il Paese ed essere di nuovo applaudito. Infatti è successo il contrario. La pressione fiscale è aumentata”.

Sul passo indietro dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino D’Alema ha le idee chiare: “Ritengo un fatto positivo che si siano ottenute le dimissioni di Cosentino, dopo le dimissioni di Brancher e dopo quelle di Scajola. Ma proprio questa sfilata di dimissioni dimostra che siamo di fronte a un problema più profondo”. Secondo l’ex premier “la portata della crisi richiede un salto di qualità politico ed escludo che possa farlo Berlusconi, perché non credo che abbia la capacità del barone di Münchausen che si sollevava da solo. Penso che questa riflessione la si stia facendo anche all’interno del Pdl”.

Quindi, la soluzione, per D’Alema è quella del governo di transizione: “La prospettiva delle elezioni obiettivamente c’è. Ma io  ritengo che tornare a votare con l’attuale legge elettorale, per una sorta di referendum su Berlusconi sì, Berlusconi no, non sarebbe utile. C’è bisogno di un momento di responsabilità in cui si affrontino i problemi del Paese con coraggio. Abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale. Come negli anni Novanta ci fu un patto per il risanamento, oggi abbiamo bisogno di un patto per la crescita. Tutto ciò l’attuale governo non è in grado di farlo, al di là di ogni valutazione, perché non ha credibilità”.

Un governo guidato da Tremonti, per l’esponente del Pd è però “un’ interpretazione un po’ sbrigativa e credo che tutte queste chiacchiere sui nomi servano solo ad ostacolare i processi politici”. Serve, però, la disponibilità del Pdl: “È chiaro – spiega D’Alema – che se questo discorso non troverà un ascolto nell’ambito della maggioranza è probabile che si arriverà alle elezioni anticipate, perché ormai la situazione non è più sostenibile. Però se dentro il Pdl ci sono persone preoccupate del destino del Paese e non soltanto cortigiani — e io non credo che ci siano esclusivamente cortigiani perché comunque è una grande forza politica che ha avuto il voto di tanti milioni di italiani — questa prospettiva è attuabile. Insomma, il Pdl deve dimostrare se è un partito o una sorta di sultanato”.