Vertice italo-egiziano, Berlusconi: con Mubarak “assoluta sintonia”. Firmati 15 accordi

Pubblicato il 19 Maggio 2010 14:03 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2010 13:54

Silvio Berlusconi

C’è “assoluta sintonia” tra Italia ed Egitto sul piano internazionale e sui dossier più caldi di politica estera, dalla situazione in Medio Oriente al dossier nucleare iraniano: a dirlo è stato oggi il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Villa Madama con il presidente Hosni Mubarak.

I due leader si sono incontrati in occasione del terzo vertice intergovernativo italo-egiziano.

Berlusconi ha sottolineato come ancora una volta Italia e Egitto “si troveranno ad operare insieme nella comune direzione della pace”, e il  presidente egiziano Hosni Mubarak ha espresso la propria “gratitudine all’amico Silvio Berlusconi” ed ha auspicato “di potergli dare presto il benvenuto” in Egitto “alla prima occasione in cui verrà come ospite”.

I quindici accordi firmati oggi nel vertice bilaterale tra Italia e Egitto “sono accordi che portano avanti la collaborazione già ottima tra i due Paesi e la fanno diventare eccezionale in tutti i campi”, ha detto Berlusconi.

“Abbiamo parlato della situazione politica mediorientale e della ferita che esiste per quanto riguarda rapporti fra Israele e la Palestina” e c’è stata “grande sintonia sull’apprezzamento del comportamento dei due Paesi e su ciò che si dovrebbe fare” per il dialogo “passando anche attraverso un tavolo di pre-trattative”.

Per quanto riguarda la questione Mediorinetale, Berluconi ha detto:   “La soluzione” tra israeliani e palestinesi “non può che essere quella dei due stati: da qui non si scappa”.

L’Italia vuole “guidare” il piano di aiuti per la ripresa economica della Cisgiordania e di tutti i palestinesi, ha detto il premier, ribadendo l’offerta della cittadina siciliana di Erice come sede dei negoziati israelo-palestinesi.

“Abbiamo offerto – ha spiegato – di caricarci di tutte le spese per la permanenza lì dei negoziatori e abbiamo dichiarato la nostra volontà di guidare il piano di sostegno all’economia della Cisgiordania”, con la creazione di un’aeroporto internazionale che possa accogliere i pellegrini, l’appello alle 10 più importanti aziende del turismo per la creazione di infrastrutture e l’apertura di “punti di produzione” per dare lavoro ai cittadini palestinesi.

“Ci rendiamo conto delle difficoltà, c’é una certa frammentazione in Israele e una forte frammentazione tra i palestinesi su alcune questioni” ma, ha sottolineato Berlusconi, “tutti facciamo pressioni su Israele e i palestinesi affinché si cominci con i negoziati preliminari”.

Il premier ha parlato anche della questione del nucleare iraniano: “Se non si dovesse avere un passo indietro dell’Iran nella volontà di dotarsi dell’arma nucleare si aprirebbero scenari terrificanti”.

“Tutti noi della comunità internazionale staremo attenti” a che l’accordo tra Iran, Brasile e Turchia sullo scambio di materiale nucleare “non sia un trucco” messo in piedi da Teheran, ha detto Berlusconi.