Italia Futura: "Via Province, riorganizzare Comuni"

Pubblicato il 23 Agosto 2011 12:14 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2011 12:14

– ROMA, 23 AGO – Sono interventi ''spot'' e ''soluzioni ibride'' quelle contenute nella manovra del governo in materia di organizzazione amministrativa e tagli ai costi della politica: e' il giudizio espresso in un editoriale di Italia Futura, l'associazione ispirata da Luca Cordero di Montezemolo, che critica il limite di 300 mila abitanti per l'abolizione delle Province e l'accorpamento dei piccoli Comuni. Misure destinate a non ingenerare i risparmi attesi ''ne' avranno utilita' alcuna dal punto di vista organizzativo''.

''Ne' convince la soppressione delle giunte e dei consigli dei Comuni con popolazione inferiore ai 1000 abitanti – prosegue l'editoriale – in quanto non si determina una soppressione degli enti, ma solo delle rappresentanze politiche, anche di opposizione, con una conseguente grave riduzione delle garanzie democratiche''.

Per Italia Futura si tratta di un intervento ''posticcio'' al quale si aggiunge l'ennesimo taglio alle risorse. ''Le casse dei comuni, ormai vuote, non possono sostenere gli ulteriori tagli ai trasferimenti previsti dalla manovra senza determinare restrizioni alla spesa relativa ai servizi sociali e alla solidarieta' sociale (ad esempio l'assistenza domiciliare agli anziani, o per gli asili nido).

''L'Italia ha la sua storia nei Comuni, nelle realta' territoriali … come ha dimostrato il successo delle iniziative per i centocinquant'anni dell'Unita' d'Italia. Proprio dell'unita' nazionale, della coesione territoriale e sociale come ha detto il Presidente Napolitano (intervento all Assemblea annuale dell'Anci del 2010), ''l'istituzione Comune e' il pilastro insostituibile su cui poggia la capacita' di ascolto e di intervento dello Stato nel suo complesso''.

''I Comuni d'Italia, anche piccoli, sono gli enti di prossimita' che garantiscono la rappresentanza democratica, la tutela delle specificita' della comunita' – prosegue l'editoriale – e del territorio, la conservazione delle tradizioni, nonche' possono costituire un'insostituibile scuola di buona politica e di buona amministrazione per la formazione della classe dirigente di questo Paese''.

Per Italia Futura diverso e' il discorso sulle Province la cui totale soppressione ''oltre a dare un chiaro segnale di taglio ai costi della politica, consentirebbe di utilizzare una parte dei risparmi a vantaggio dei Comuni e dei territori''.

In conclusione, per Italia Futura ''non e' piu' rinviabile una riforma complessiva dell'organizzazione dello Stato e della pubblica amministrazione: oltre all'immediata soppressione delle Province, si dovrebbe procedere al dimezzamento dei componenti le camere (315 deputati e 150 senatori); al superamento del bicameralismo perfetto (gia' da ora il Senato eletto su base regionale, con una modesta riforma costituzionale potrebbe svolgere la funzione legislativa in materia concorrente); al complessivo riordino dell'organizzazione delle istituzioni regionali e comunali, dell'amministrazione centrale e periferica dello Stato, con conseguente riduzione dei relativi costi e duplicazioni''.