“Il Nord si incazza”: il quotidiano La Padania alimenta i toni di un “amore mai nato” tra il Nord e Roma

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 29 Settembre 2010 12:56 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2011 19:24

“Il Nord si incazza”. Il quotidiano La Padania apre così la prima pagina di oggi, dedicando un servizio di ben 11 pagine in favore del Senatur che nei giorni scorsi ha scatenato le ire dei romani, dopo la battuta, decisamente ironica e fuori luogo, del leader della Lega Nord Umberto Bossi. La polemica antiromana non calma i suoi toni, anzi dopo le risposte di sdegno incalza l’odio dell'”amore mai nato” tra Padania e Roma.

Secondo il quotidiano”politicanti dei palazzi che si scatenano” non accettano il decentramento dei ministeri, fortemente voluto da Bossi ed i suoi, e così vengono additati e schedati con tanto di foto i “nemici”, come sono stati definiti a pagina 4 Roberto Menia, Fabrizio Panecaldo, Roberto Morassut, Fabio Granata, Sergio D’Antoni, Francesco Rutelli, Massimo Donadi, Alessandra Mussolini e Lorenzo Cesa.

Non è andata meglio a pagina 3 dove una “divertente” vignetta ritrae u un uomo che azzanna il Nord del paese, mentre la scritta in vernacolo romano recita: “Semo partiti de Roma! Cor fisco ce magnamo er Nord”. Dulcis in fundo il titolo, e l’articolo, a pagina 2: “Se la geografia è ‘logica’, si tengano pure il bordello”, che spiega come il pensiero del Senatur “è un pensiero poliglotta. Ovvero di chi vuole ridisegnare la geografia con la logica della produttività”.

La Padania fa notare come quest’ultimo pensiero fosse già stato espresso dal The Economist in un articolo umoristico in cui lo scenario della ristrutturazione italiana è figurato con “il resto dell’Italia, da Roma in giù, che si separa unendosi con la Sicilia per formare un nuovo paese, ufficialmente chiamato Regno delle Due Sicilie ma soprannominato Bordello”.

Altra grande citazione a favore delle tesi del Senatur contro i “porci romani” è a pagina 7: “E vi odio voi romani, io vi odio tutti quanti, brutta banda di ruffiani ed intriganti, camuffati bene e male, da intellettuali e santi, io vi odio a voi romani tutti quanti. Siete falsi come Giuda e dirvi Giuda e’ un complimento…”, testo del cantautore piemontese Alberto Fortis musicato nel 1979. Insomma vecchia canzone per rancori mai mappasti di moda.