Italia Unica. Tessere con algoritmo. Corrado Passera “alternativa a Renzi”

Pubblicato il 2 Febbraio 2015 7:50 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2015 8:00
Italia Unica. Tessere con algoritmo. Corrado Passera "alternativa a Renzi"

Corrado Passera alla assemblea di fondazione di Italia Unica (Ansa)

ROMA – “Da oggi in Italia c’è un’alternativa”e l’alternativa è Italia Unica, ha detto Corrado Passera, eletto Presidente di Italia Unica nella Assemblea Costitutiva da Fondatori e Delegati del partito tenuta all’hotel Hilton di Roma nella mattinata di sabato 31 gennaio 2015. Pochissimi i volti noti alla politica tra cui l’ex ministro Mario Mauro e Nicola Rossi, ex Pd . Italia Unica è certo innovativa nel sistema delle tessere, perché ciascun iscritto ha la tessera personalizzata, generata da un algoritmo che ne assicura la diversità da tutte le altre. Un po’ meno nei temi: manca completamente il bersaglio sul fisco, fa promesse di contorno come il bonus badante da mille euro e dimentica il macigno delle tasse sulla casa, che uccidono metà degli italiani. Italia Unica

“si pone come alternativa credibile alla sinistra e ai populismi e si ispira ai valori popolari e liberali, e si propone come offerta politica nuova e originale”.

Il programma di Italia Unica prevede: dimezzare le tasse sulle imprese; restituire il 50% dell’Iva a chi paga con il bancomat; cinque mila euro l’anno per ciascun figlio sotto i cinque anni, bonus badante da 1000 euro l’anno per gli anziani e tolleranza zero alle “continue lesioni della legalità” (occupazioni abusive, campi nomadi, blocchi stradali). Anche sull’immigrazione Passera traccia un solco: “Non siamo più in grado di accogliere altri immigrati perchè la situazione è ormai insostenibile”. E ricorda poi “con una punta di orgoglio” il suo impegno sulle start-up promettendo un partito che punterà le sue carte su innovazione e ricerca”.

Manca qualcosa, forse la cosa più importante: le tasse che uccidono gli italiani, a partire da quelle sulla casa.

“Nasce, informa un comunicato, dopo poco meno di un anno di intenso lavoro, che ha raccolto più di tremila tesserati e oltre 150 Porte su tutto il territorio nazionale”.

Ha detto ancora Corrado Passera:

“Per fare in modo che l’Italia si rimetta in moto bisogna fare una vera e propria rivoluzione. La rivoluzione è possibile”.

Per interventi, immagini e video dell’Assemblea Fondativa cliccare qui.

Corrado Passera ha trasformato il movimento Italia Unica in un partito che si presenterà alle prossime elezioni politiche “quando ci saranno”. Intanto, informa l’agenzia di stampa Ansa, si presenta

“come l’anti-Renzi, nemico, inoltre, dei “quattro populismi”, accomunando Renzi, Grillo, Salvini e Berlusconi.

  Impietoso il giudizio su Renzi, anche se, per puro caso, l’assemblea fondativa del nuovo partito cade nel giorno del “trionfo politico” del premier, regista dell’elezione al Colle di Sergio Mattarella. “Renzi – attacca Passera – viene da una buona scuola di potere e lo usa in modo spregiudicato. Il suo governo è affetto da annuncite grave. Ci racconta ogni giorno la favola delle grandi riforme che però grandi non sono affatto”.

    “Sono costruite – aggiunge Passera tra gli applausi – su misura dei bisogni della vecchia politica e perciò inefficaci e qualche volta addirittura antidemocratiche. E’ un governo – continua Passera – che spaccia per storica una rottamazione che si è rivelata poco più di una sostituzione di gruppo di potere”.

 La nascita formale di Italia Unica ha ricevuto ampia copertura sui giornali nazionali.

Sul Corriere della Sera, Virginia Piccolillo:

“Passera lancia la sua «start up politica». Un partito, «Italia Unica», che vogliamo diventi «il più grande». Capace di «dare una casa» a quel 50% di italiani che non ha votato e a parte dell’altro 50% deluso dalla politica. Lui compreso. [… ]In camicia celeste arrotolata ai gomiti, ad assemblea fondativa finita, assicura, carico: «Monti mi propose tutto il proponibile. Fui io a dire no. Perché tre vecchi partiti non potevano farne uno nuovo, come poi si è visto». Non finisce di stringere mani a chi lo ha appena consacrato leader. «Ma il nostro sarà un lavoro di squadra, non credo ai partiti con un padrone o un uomo solo al comando», ci tiene a sottolineare.
Ce l’ha soprattutto con Renzi, di cui si propone «antitesi». «Ci racconta la favola delle grandi riforme che non sono grandi. Ma pericolose sì», ha appena avvertito, tra gli applausi, l’ex ad di Poste. «Un presidenzialismo senza bilanciamenti e la legge elettorale che consegna ad una minoranza il Parlamento, unito al rancore portato dalla crisi, è un mix pericolosissimo, già noto»”.
Sul Giornale, Gian Maria De Francesco:
Passera “ambisce a rappresentare «una maggioranza di cittadini che, più che silenziosa si sente silenziata, perché non ritrova i propri valori in nessuna delle formazioni politiche esistenti». Ecco perché assieme all’avvocato Luca Bolognini e all’economista Riccardo Puglisi è stato messo a punto un interessante programma politico di stampo liberale e popolare. I capisaldi sono il dimezzamento dell’Ires sulle imprese, la possibilità di ottenere la restituzione del 50% dell’Iva sui consumi quando si paga con carte di credito o di debito, l’abolizione di redditometro e studi di settore e, soprattutto, un bonus di 5mila euro per i nuovi nati fino al quinto anno di età (previsti anche mille euro al mese per gli anziani non autosufficienti e a basso reddito). Queste proposte dovrebbero essere finanziate con un taglio della spesa pubblica che non è stato ancora dettagliato tranne che per l’abolizione delle Regioni e l’uscita dello stato dall’economia. Italia Unica, inoltre, è contraria all’accoglienza di nuovi immigrati «perché la situazione è ormai insostenibile». Contro la criminalità «tolleranza zero»”.
Stefano Feltri sul Fatto:
Corrado Passera “non è preoccupato di partire dalle retrovie e dalle brevi dei giornali, invece che dalla prima pagina: “Ci prepareremo alle prossime elezioni politiche, quando ci saranno”, intanto “ci scalderemo i muscoli con le comunali, laddove ci saranno le condizioni per farlo, ma non alle regionali, nelle quali non crediamo”. A Roma arrivano gli iscritti – che pagano una quota, come nei partiti tradizionali – da tutta Italia, organizzati non in sezioni ma in “porte”, ciascuno ha una tessera personalizzata, generata da un algoritmo che le assicura tutte diverse. Sono giovani, professionisti, amministratori locali, hanno letto (o almeno citano) il libro-manifesto di Passera, Io siamo, e saranno militanti e candidati.
Il programma è suddiviso in petizioni che si possono firmare, così da dare il senso di proposte legittimate dal basso e non calate dall’alto. Al centro c’è l’economia, ovviamente. Da anni Passera evoca una ricetta da 400 miliardi per l’economia italiana che ora è più dettagliata: le imprese dovrebbero attingere a 100 miliardi di crediti scaduti con lo Stato pagati da una società con capitale di 30 miliardi costituita con i beni pubblici non utilizzati. Cassa depositi e prestiti, di raccordo col Fondo centrale di garanzia, dovrebbe garantire finanziamenti per mutui immobiliari , usando risorse di un altro fondo pieno di beni pubblici. Vanno usati meglio i 50 miliardi dei fondi strutturali europei. E 100 ancora si trovano permettendo ai lavoratori di avere subito “la mensilità che oggi viene accantonata come trattamento di fine rapporto”, inoltre le imprese potranno contrattare con i lavoratori fino a due stipendi ulteriori senza oneri fiscali e contributivi”.
Repubblica liquida il tutto in poche righe:
Passera vara Italia Unica: “Startup della politica”