Italicum: parità, salva Lega, collegi. A che punto è la legge elettorale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Marzo 2014 16:17 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2014 16:18

montecitorioROMA – Legge elettorale: si allontana la norma sulla parità di genere, manca un accordo sulla norma cosiddetta “salva Lega“. E poi collegi, liste civetta: è ancora lontana dall’essere messa a punto la legge elettorale. A che punto sono i lavoro? Lo spiega l’agenzia Public Policy:

PARITÀ DI GENERE

Sulla parità di genere nell’Italicum sembra allontanarsi sempre più un possibile accordo tra Pd e Forza Italia. Mentre le deputate di Forza Italia vestono di bianco per sostenere gli emendamenti bipartisan presentanti per la parità di genere, il partito di Silvio Berlusconi sembra inamovibile sul punto. “Sulla parità di genere – dice il relatore e presidente della commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto – noi di Forza Italia riteniamo che non sia questa la sede” dove trattare l’argomento “ma quella giusta siano i partiti. E non lo dico io ma i numeri degli articoli della Costituzione e varie sentenze della Corte costituzionale. Forza Italia ha una posizione costituzionale e questa norma proposta ha caratteristiche incostituzionali evidenti”.

SALVA LEGA

Altro nodo da sciogliere è quello dell’emendamento ‘Salva Lega’, su cui ancora non si è trovata l’intesa con Pd e Ncd e che permetterebbe alla Lega, fortemente radicata territorialmente, di accedere comunque in Parlamento, dentro una coalizione, anche se non dovesse superare la soglia del 4,5%.

ACCANTONATO EMENDAMENTO CON PATTO PD-FI-NCD

Accantonato anche l’emendamento 1.900 (presentato dal relatore Francesco Paolo Sisto di FI) che riscrive l’intero testo dell’Italicum, secondo l’accordo tra Pd, Forza Italia e Ncd. L’emendamento non è stato posto in votazione venerdì perché alcuni subemendamenti presentati alla proposta erano stati accantonati in precedenza. Tra le norme contenute nell’accordo Pd-FI (e quindi nell’emendamento) c’è l’innalzamento della soglia per ottenere il premio di maggioranza (dal 35 al 37%) che passa dal 18 al 15%.

La proposta di modifica prevede anche uno sbarramento più basso per i partiti in coalizione: 4,5% invece che il 5%. Rimane invariato, invece, lo sbarramento per i partiti che corrono da soli, che per ottenere seggi dovranno raggiungere quota 8%. Rimane anche la soglia del 12% per le coalizioni.

ACCANTONATI EMENDAMENTI CONTRO LISTE CIVETTA

Durante l’esame della legge elettorale l’assemblea di Montecitorio venerdì ha accantonato due emendamenti che inseriscono nel testo dell’Italicum la soglia minima dell’1% per essere conteggiati nei voti di coalizione, una norma contro le liste civetta.

‘CONGELATO’ EMENDAMENTO CHE ALLARGA I COLLEGI

E ancora: sono accantonati anche due emendamenti di Ncd e Sel che alzano da 6 a 8 il numero di deputati che verrebbero eletti in ciascun collegio plurinominale. L’accantonamento indica che è ancora in atto un confronto sul merito e che si rinvia il voto per trovare un consenso o una mediazione sul tema.

OK RIFORMULAZIONE PER DELEGA COLLEGI ENTRO 25 GIORNI

Altro nodo politico è sulla delega al governo per per la designazione dei nuovi collegi. L’emendamento in questione delega il governo a trasmettere alle Camere i nuovi collegi entro 25 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Le commissioni competenti dovranno poi esprimere il proprio parere. La nuova delega ‘riformulata’ “affida al governo una formulazione delle tabelle su criteri rigidi”. (Public Policy)