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Ius soli, Minniti: “Impegno solenne per l’approvazione entro legislatura”

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Minniti

ROMA – “Dobbiamo prendere l’impegno solenne di approvare in questa legislatura lo Ius soli”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, dal palco del museo di Pietrarsa (Napoli), durante la conferenza programmatica del Pd. “Non è una legge sull’immigrazione ma sull’integrazione – ha aggiunto -, sono due cose radicalmente diverse. Un grande partito di fronte a una legge di principi si batte. Noi non rinunceremo”.

Secondo il Ministro, su questa legge si gioca anche “la credibilità per una nuova fase nelle politiche dell’immigrazione”, e sul tema il Pd “deve cercare di convincere chi non la pensa come noi”. Il 14 ottobre, al decennale del Partito Democratico, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, aveva definito l’approvazione della legge come un impegno su “cui lavorare per approvare il testo entro la fine della legislatura”.

Sbarchi diminuiti del 30%

“Gli arrivi in Italia sono diminuiti del 30% rispetto lo stesso periodo dell’anno scorso e ci sono stati “8.500 rimpatri volontari assistiti”. Ora, aggiunge, “è necessario togliere le chiavi della democrazia europea dalle mani di trafficanti di esseri umani. Le nostre democrazie non possono essere condizionate e ricattate da chi domani decide di fare partire un barcone e dopodomani decide di non farlo partire. E tutto sulla pelle drammatica della gente”.

“Dobbiamo stroncare i traffici illegali di esseri umani, precondizione per affrontare la questione dell’immigrazione, non come emergenza ma creando stabili corridoi umanitari per chi ha diritto alla protezione internazionale”, sottolinea. “Bisogna cancellare la parola emergenza. L’immigrazione è un fenomeno strutturale che non può essere affrontato come una emergenza, è un errore drammatico farlo. L’emergenza è il brodo di cultura dentro il quale cresce e si rafforza la destra e il populismo”.

Capitolo foreign fighters

“Il tema dell’Africa settentrionale è cruciale per la sicurezza non dell’Italia ma dell’intera Europa. Abbiamo il problema di contenere i foreign fighters. Ci sono 25-30mila combattenti stranieri: una parte tenterà di tornare indietro. La più grande legione straniera che l’umanità ricordi” conclude Minniti.

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