Iva aumenta o seconda rata dell’Imu ritorna: aut-aut per Letta e Saccomanni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2013 15:54 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 16:24
Iva aumenta o seconda rata dell'Imu ritorna: aut-aut per Letta e Saccomanni (Nella foto LaPresse: Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni)

Iva aumenta o seconda rata dell’Imu ritorna: aut-aut per Letta e Saccomanni (Nella foto LaPresse: Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni)

ROMA – O si aumenta l’Iva di un punto dal primo ottobre o salta la cancellazione della seconda rata dell’Imu 2013. La visita del commissario europeo Olli Rehn, che ha ricordato che il limite del 3% di rapporto fra deficit e Pil è invalicabile, ha convinto il premier Enrico Letta e il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che l’aumento dell’Iva non si può evitare.

Di fatto il bilancio 2013 dice che o si aumenta l’Iva fra 12 giorni – dal 21% al 22% subito e per sempre – o salta la promessa di eliminare la seconda rata dell’Imu.

Su un piatto della bilancia c’è una misura che penalizza i consumi, mette sul piede di guerra commercianti e ristoratori, aumenta l’inflazione. Sull’altro piatto c’è l’impegno politico preso ad agosto per annullare la seconda rata dell’Imu, basato su un accordo fra Pd e Pdl che tiene in piedi il barcollante “governo di larghe intese”.

Un accordo bipartisan, così come bipartisan sono gli appelli a non aumentare l’Iva. Alla rivolta pdl guidata da Renato Brunetta (“Letta smentisca l’aumento dell’Iva e onori gli impegni presi alla nascita del governo con il Pdl”) fanno eco gli appelli pd di Roberto Speranza (“Mi auguro che il governo faccia tutto il possibile per scongiurare tale aumento”) e Stefano Fassina, che propone di far pagare l’Imu agli immobili di lusso per non aumentare l’Iva.

In mezzo c’è il governo, che quando c’è da prendere misure così impopolari si trasforma da governo voluto da tutti a governo di nessuno.