Ivan Della Valle a Di Maio: prova a prendermi. Papà Mauro: “Soldi suoi, ha fatto bene”

di Lucio Fero
Pubblicato il 16 febbraio 2018 9:58 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 9:58
Ivan Della Valle a Di Maio: prova a prendermi. Papà Mauro: "Soldi suoi, ha fatto bene"

Ivan Della Valle a Di Maio: prova a prendermi. Papà Mauro: “Soldi suoi, ha fatto bene”

ROMA – Ivan Della Valle è un deputato M5S, un “portavoce” del popolo, uno strumento umano dell’unica vera democrazia secondo esplicite affermazioni al riguardo di Luigi Di Maio e un apripista del nuovo mondo che sta faticosamente sorgendo secondo dizione autentica di Belle Grillo. Ivan Della Valle è però da qualche giorno anche discretamente irreperibile. Non alla giustizia, che Ivan Della Valle non ha commesso nessun reato, neanche l’ombra. Ivan Della Valle irreperibile a M5S, a Di Maio che lo ha cercato, a Di Maio con cui Ivan Della Valle gioca di fatto a Prova a prendermi.

Ma Ivan Della Valle non è Di Caprio nel film. Ivan Della Valle abita la realtà e nella realtà, una volta diventato deputato M5S, portavoce, strumento, apripista e tutte quelle altre belle cose ogni fine mese per tutta la legislatura faceva finta di versare un pezzo di stipendio al fondo grillino di beneficenza sociale obbligatoria. Faceva finta di versare e si è quindi tenuto quanto tanto bene non si sa ma dai 180mila ai 270mila euro è la stima ufficiosa.

Ivan Della Valle non ha rubato nulla, neanche un euro. E neanche era tanto solo tra parlamentari M5S che facevano finta di versare e si tenevano i soldi dello stipendio: finora siamo a otto ufficiali ma si viaggia verso la dozzina abbondante. E’ che anche i “portavoce del popolo” sono, come dire, parte e gente…di popolo. E il popolo è quello che è, almeno qui e adesso: il più alto tasso di regole ignorate e violate, la regola fondamentale osservata quella di farsi i fatti, e gli affari, propri.

A spiegare, a raccontare Ivan Della Valle ci pensa con sfrontata concretezza papà Mauro. Mauro Della valle racconta del figlio: quando cominciano a uscire le notizie sui bonifici finti dei parlamentari M5S mi chiama al telefono, mi fa: sono nella merda. Io gli dico-continua il racconto di papà Mauro di prendere aria, andarsi a fare un vasto giro, credo ora sia in Marocco, a Casablanca.

Ivan Della Valle forse a Casablanca, di sicuro Ivan non è Bogart, il cristallino eroe che per una causa manda in fumo, tra l’altro, l’avviatissimo locale notturno di cui era proprietario. Come racconta ancora papà Mauro al Corriere della Sera: “Ivan non aveva e non ha di certo oggi un euro. Se li sarà spesi tutti quelli che ha percepito e quelli che si è tenuto. E’ fatto così”.

Un ingenuone Ivan secondo papà Mauro: “Se li doveva tenere tutti i soldi. Erano soldi suoi. Doveva uscire da M5S e andare a un qualche gruppo misto, come hanno fatto altri”. E che diamine, bastava pensarci. Proprio un ingenuone questo figliolo.

Papà Mauro offre anche una convincente spiegazione dell’accaduto: Ivan deputato non è uno che mette da parte, prima soldi non ce n’erano e ora, già domani, con la fine del secondo mandato M5S, con la non ricandidatura si prospetta niente reddito o quasi. Perciò Ivan che si tiene i soldi papà Mauro lo spiega e motiva con un bel: forse non lo avrebbe fatto se gli avessero offerto qualcosa.

Ora l’onorevole portavoce Ivan Della Valle ha fatto sapere via telefonica ad agenzia stampa che non è in Marocco e neanche a Casablanca e che, nonostante papà Mauro vecchio socialista, lui non sta facendo l’imitazione né la caricatura di Bettino Craxi.

Ora però quel che conta non è dove sia davvero Ivan Della Valle. E neanche il gioco prova a prendermi Di Maio…La morale della favola non è nemmeno nella dozzina di parlamentari M5S-portavoce del popolo che facevano finta di tagliarsi lo stipendio. La morale non è: anche loro, anche M5S.

E neanche la morale è: Di Maio, pagliuzza, trave e dintorni. Di Maio che reagisce ai disertori dell’onestà in casa sua con la proposta di legge rivolta a tutti i partiti perché sia dimezzato lo stipendio dei parlamentari. Di Maio, M5S la cui politica economica è di fatto togliere i soldi ai parlamentari e…E punto. Di Maio e M5S e la loro ossessione, maniacale, compulsiva per i soldi. Per mezza legislatura hanno parlato di scontrini e rimborsi, l’altra mezza di indennità. Non è questa la morale, Di Maio e M5S condividono questa ossessione, questa fobia pulsante per il denaro degli altri con gran parte dell’elettorato, saranno votati con percentuale tra il 27 e il 30 per cento.

La morale della Ivan Della Valle story è che è una storia semplice, normale, familiare, italiana. Uno che non sapeva tanto bene come “svoltare”, svolta appunto finendo niente meno che in Parlamento grazie ad un MoVimento che si fa pregio di candidare ed eleggere i più qualunque che c’è. E grazie agli elettori che più qualunque sei più ti apprezzano. Questo uno qualunque, uno di noi, trova in Parlamento un ruolo, una missione, uno status, insomma la “svolta” si consolida. Poi però vede che il posto è a termine, il contratto è precario. E allora non versa più i contributi dovuti. E il papà gli dice: sei stato feso a non tenerteli tutti.

Potrebbe essere un piccolo imprenditore delle tante piagnucolose cronache italiane sugli obbligati a trasgredire. Potrebbe essere un artigiano con le fatture, uno studente con i crediti, un giornalista con i fatti…Ci si arrangia, si prova a svoltare, si resiste, si pensa ai fatti e agli affari propri. E’ vero: quello di M5S sono in tutto e per tutto “portavoce” del vero popolo, di quello che il popolo fa veramente.