Jobs Act, Camusso: “Sciopero? Vedremo. Governo ha stessi feticci di Monti e Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2014 1:57 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 1:57
Jobs Act, Camusso: "Sciopero? Vedremo. Governo ha stessi feticci di Monti e Berlusconi"

Susanna Camusso (LaPresse)

PISA – “Lo sciopero generale? Vedremo”. A parlare è il leader della Cgil, Susanna Camusso. “Bisogna chiedere all’esecutivo se c’è ancora spazio per un confronto o se invece si preferisce percorrere scorciatoie”, ha spiegato la segretaria della Cgil, a margine di un dibattito alla seconda festa provinciale della camera del lavoro Fornacette, frazione del comune di Calcinaia, in provincia di Pisa.

La Camusso ha risposto alle domande dei giornalisti sulle polemiche innescate dal testo di riforma del lavoro presentato dal Governo: “Nei prossimi giorni ci incontreremo con Cisl e Uil e valuteremo quali saranno le nostre risposte alle scelte del Governo. La nostra priorità è e resta quella di superare la precarietà e il dualismo nel mondo del lavoro”.

Non siamo noi a volere lo scontro, semmai questa domanda va fatta al Governo che agita lo spettro della decretazione per una materia costituzionale come il lavoro” ha proseguito il leader della Cgil. “Non c’è alcuna ragione istituzionale perché si prospetti l’ipotesi di una riforma del mercato del lavoro attraverso la decretazione. Quindi se il Governo decide di ascoltare si può continuare a ragionare, altrimenti il sindacato deciderà quali contenuti dare alla mobilitazione dei lavoratori” .

”Le promesse di cambiamento si stanno traducendo nel peggiore continuismo dei governi precedenti” ha proseguito il leader sindacale. ‘Chi è arrivato al Governo – ha aggiunto – proponendosi come grande innovatore alla fine ha scelto gli stessi tre feticci dei governi Monti e Berlusconi: revisione dell’articolo 18, togliere tutele e introdurre forme di controllo a distanza del lavoro per renderlo ancora più subalterno”.

La Cgil, ha concluso Camusso, ”ha approvato proprio ieri nel suo direttivo un documento in cui si dice chiaramente che proporremo una nostra idea di riforma dello statuto dei lavoratori per parlare a tutti i lavoratori e non solo ad alcuni, in sostanza, per mutuare le metafore calcistiche di questi giorni, per provare a essere tutti in serie A e non qualcuno nella massima serie e qualcuno in serie B o serie C”.

La segretaria della Cgil ne ha anche per il ministro del Lavoro: “Anche oggi il ministro Poletti ha ripetuto che l’articolo 18 non è in discussione e quindi vedremo se ha ragione o se invece l’orientamento del governo è diverso”. La Camusso ha anche risposto a chi chiede ai rappresentanti dei lavoratori di non arroccarsi sulle proprie posizioni suggerendo di imboccare anche la stata della proposta, come ha fatto oggi il segretario della Fiom, Maurizio Landini: ‘‘Non sono sorpresa dalle sue parole – ha spiegato Camusso – perché Landini sa benissimo che il direttivo della Cgil ha approvato proprio ieri un documento in cui si parla di contenuto e in cui si indicano con chiarezza quali sono le priorità, a cominciare dalla precarizzazione del mondo del lavoro”.