Jobs Act, Ncd “delusa”. Sindacati contro: “Ci opporremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Dicembre 2014 18:27 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2014 20:37
Jobs Act, Cgil: "Via libera a licenziamenti di gruppo"

Jobs Act

ROMA – Il Cdm ha approvato i decreti attuativi relativi al Jobs act e Renzi ha parlato di “rivoluzione copernicana”. “Il clima politico è suscettibile quando ci sono questioni ideologiche – ha detto il premier -. Io rispetto le valutazioni che sono frutto di battaglie di una vita, una parte avrebbe voluto non ci fosse l’opting out e altri il licenziamento collettivo. A un certo punto il leader si assume delle responsabilità e decide, fa delle scelte. Il testo è un ottimo testo, è aperto, ascolteremo le commissioni parlamentari, ma si tratta di un passo in avanti”.

Il Nuovo Centrodestra però si è detto deluso e oggi, 26 dicembre, il capogruppo in Senato di Ncd-Udc Area popolare, Maurizio Sacconi, ha detto che “la bozza di decreto delegato sul Jobs act è certamente un passo avanti nel confronto con la regolazione vigente ma nel confronto con i bisogni della crescita non e’ tale da dare un vero impulso ai comportamenti imprenditoriali”.

Sacconi afferma poi che “piacerà agli avvocati per il doppio regime tra vecchi e nuovi assunti e la complessità giurisprudenziale. Non introduce l’auspicata certezza che poteva essere garantita solo dalla possibilitaà in ultima istanza di pagare sanzione e indennizzo anche in caso di condanna alla reintegrazione – aggiunge -. E solo la certezza poteva rendere piu’ convenienti i contratti permanenti”.

Per Sacconi, infine, “è mancato il coraggio delle grandi scelte” trovando invece una soluzione di compromesso. Sul piede di guerra i sindacati. Per la Cgil sono “norme ingiuste, ci opporremo”. Critiche anche la Uil e la Cisl, secondo cui “testo è migliorabile sui licenziamenti collettivi”. La Cisl giudica il testo del Governo sul jobs act “ancora migliorabile, in particolare per quanto riguarda le norme sui licenziamenti collettivi”. “Noi – sottolinea in una nota il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, responsabile del mercato del lavoro – insisteremo anche che nei prossimi decreti si riducano le tipologie contrattuali che in questi anni hanno generato le maggiori precarietà del lavoro”.

L’applicazione ai licenziamenti collettivi del regime sanzionatorio previsto dal nuovo decreto attuativo del jobs act per i licenziamenti individuali comporta dei “forti rischi” dice il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, secondo cui la norma “renderà piu’ complicati i processi di ristrutturazione e piu’ difficili gli accordi sindacali, con il grave pericolo di iniquità nella scelta dei lavoratori da licenziare da parte dell’impresa”. Secondo Loy, se in futuro si ripresentasse una vicenda simile a quella dell’Electrolux, invece di riuscire a mantenere i posti di lavoro come è accaduto, “i lavoratori da licenziare verrebbero scelti senza criteri equi e andrebbero a casa con una manciata di soldi”.

Il Movimento 5 stelle propone un test “per capire se vi stiano fregando con il Jobs Act. Basta che andiate in banca con uno di questi nuovi contratti a tutele crescenti, che Renzi chiama meschinamente ‘a tempo indeterminato’. Chiedete se con quel contratto vi concederanno mai un mutuo per comprare una casa e mettere su famiglia…non ve lo faranno mai”. E’ quanto scrive su Facebook il vicepresidente della Camera e membro del ‘direttorio’ del M5S, Luigi Di Maio.

Mentre Forza Italia considera i decreti attuativi del Jobs act, “un compromesso al ribasso che non porterà i risultati che si aspettano”. Giovanni Toti, consigliere politico di Fi, ha così parlato a SkyTg24. ” Tra i tanti “pacchi” giunti agli italiani in questi giorni è arrivato anche questo”, ha ironizzato l’europarlamentare azzurro. “La montagna ha partorito il topolino – ha aggiunto – il provvedimento non porterà occupazione. Voglio ricordare che il governo Berlusconi varò la legge Biagi che invece portò lavoro”.