Jobs Act ok definitivo, via co.co.co e co.co.pro. Cgil: “Libertà di licenziare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2015 11:51 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 12:27
Jobs Act ok definitivo, via co.co.co e co.co.pro. Cgil: "Libertà di licenziare"

Jobs Act ok definitivo, via co.co.co e co.co.pro. Cgil: “Libertà di licenziare”

ROMA – Jobs Act diventa realtà: ok definitivo al contratto unico a tutele crescenti, cancellati i principali contratti atipici come il co.co.co. Il Consiglio dei ministri venerdì vara i decreti attuativi, il passaggio che renderà effettiva la legge sul Lavoro fortemente voluta da Matteo Renzi. Il premier ha scritto in un tweet: “Oggi è il giorno atteso da anni. Il jobs act rottama i co.co.co e i co.co.pro vari e scrosta le rendite di posizione dei soliti noti. #lavoltabuona”.

Il nuovo contratto a tutele crescenti scatterà dal primo marzo. Per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato si limita la possibilità del reintegro del lavoratore, prevedendo invece indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio. Il reintegro sarà possibile solo in caso di licenziamento discriminatorio o per licenziamento disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

L’Ocse promuove. In Italia è in corso un piano di riforme “ambizioso” e il Jobs Act può essere “il motore del cambiamento” per un Paese fermo da troppo tempo. Il plauso e l’incoraggiamento al governo Renzi ad andare avanti arriva dall’Ocse, che nel suo rapporto economico sull’Italia sottolinea come “la priorità assoluta resta la riforma del mercato del lavoro, la cui eccessiva rigidità rappresenta un ostacolo alla creazione di posti di lavoro” e spiegando che se attuata pienamente, insieme alle riforme strutturali, si potrebbe avere un incremento del Pil pari al 6% nei prossimi dieci anni e la creazione di 340.000 nuovi posti di lavoro nell’arco di cinque anni.

Critici Cgil e Fiom.“L’unico risultato sarà quello di aver liberalizzato i licenziamenti, di aver deciso che il rapporto di lavoro invece di essere stabilizzato sia frutto di una monetizzazione crescente”, afferma la leader Cgil Susanna Camusso che aggiunge: “Il governo va nella direzione sbagliata”. Sulla stessa linea il segretario Fiom Maurizio Landini: “Siamo in presenza di una riforma che non migliora le condizioni di chi ha bisogno di lavorare”