Juventus – ‘Ndrangheta, deputati bianconeri non salutano più segretario commissione Antimafia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 marzo 2017 9:36 | Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2017 9:36
Juventus, deputati bianconeri non salutano più il segretario della commissione Antimafia

Juventus, deputati bianconeri non salutano più il segretario della commissione Antimafia

TORINO – “Da quando abbiamo iniziato questa inchiesta, in Transatlantico ci sono deputati che non mi salutano più”, si lamenta Angelo Attaguile, lista “Salvini per il Sud” e segretario della commissione parlamentare Antimafia. L’inchiesta è ovviamente quella sui rapporti tra tifoserie ultras e criminalità organizzata, che coinvolge i supporter di molte squadre di A e B, ma che ha il suo piatto forte nel capitolo dedicato alla Juve, e ovviamente i deputati che non lo salutano più sono tutti juventini.

Il deputato del Pd Francesco Boccia, leader del “club bianconero di Montecitorio” è quindi intervenuto a gamba tesa contro i colleghi della commissione, accusati di avere trasformato il Parlamento in “un luogo in cui rimbalzano non notizie ma insinuazioni” rischiando di arrecare “danni incalcolabili” a una società quotata in Borsa, cioè la Juve. Clima da curva anche alla Camera quindi.

Come riporta Luca Fazzo per Il Giornale:

Negli atti segretati c’è l’incontro diretto tra Andrea Agnellli e Rocco Dominello, fratello di un presunto esponente della ndrangheta. «Dominello è già perfettamente inserito nel mondo juventino – scrive la Squadra Mobile di Torino – vantando contatti diretti ed amicali non solo con dirigenti (da Marotta, direttore sportivo del club, a D’Angelo, security manager) ma anche con calciatori ed allenatori, all’epoca Antonio Conte». In un suo interrogatorio, è stato lo stesso Dominello a raccontare ai pm dii essere arrivato ad incontrare personalmente anche il presidente Agnelli: è questo l’incontro, tenacemente smentito dalla Juventus, che ha portato il procuratore della Federcalcio a mettere sotto inchiesta, insieme tre manager bianconeri, lo stesso Agnelli.