La Cei attacca i media: “Trasmettono nichilismo”

Pubblicato il 17 Novembre 2009 13:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2009 13:49

“La cultura dominante promuove forme di nichilismo pratico, in cui i media non sono canali neutri, ma contribuiscono a creare consenso nei confronti di una mentalità basata sull’intensità e sul pathos più che sull’adesione al bene comune e al logos”. Lo denunciano i vescovi italiani nel comunicato finale dell’ultima assemblea della Cei, diffuso martedì.

I vescovi, prendendo spunto dall’enciclica Caritas in veritate, hanno ribadito l’esigenza “di un’antropologia unitaria che non separi artificialmente l’etica individuale dall’etica sociale”. “Senza questo nesso – hanno poi denunciato – la relazionalità sociale, appare oggi amputata di una componente essenziale e rischia di perseguire la ricerca dei diritti senza preoccuparsi dei doveri correlati e di idolatrare una libertà che, priva della verità sull’uomo, si ritorce fatalmente contro la società nel suo insieme”.

Una tendenza che i media, secondo i vescovi, subiscono più che contrastare, segnati anche dai codici imposti dal linguaggio digitale “che ormai permeano la cultura in ogni sua espressione”. “Questo inedito contesto – conclude la nota – rappresenta una sfida e un’ opportunità per l’annuncio cristiano, che resta, invece, caratterizzato da un proprio linguaggio che resiste alla gabbia dell’immanenza, che alla fine è asfissiante e ripetitiva”.