La “questione meridionale” graffia il centro destra:il Sud chiede soldi a Tremonti, Tremonti vuole che il Sud spenda meno

Pubblicato il 25 Luglio 2009 16:09 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2009 19:08

Un microscopico segnale è arrivato l’altra sera da Montecitorio: i pochissimi deputati del sicilianissimo Mpa non hanno votato la fiducia al governo pur facendo parte della maggioranza. Piccoli rumori arrivano da settimane: pezzetti, piccoli pezzetti del centro destra, tutti con base nel Mezzogiorno, parlano di un costituendo “partito del Sud”, un partito da fare per fare quel che a Nord fa la Lega. Sarebbero chiacchiere e poco più, se non fosse una concreta e robusta questione di soldi.

Il Sud, anche e soprattutto il Sud che vota centro destra chiede soldi. E li chiede a Tremonti. Un Sud suscettibile, rimasto offeso perfino dalla sacrosanta classifica delle Università stilata dalla Gelmini, classifica che boccia gli Atenei meridionali. Un Sud cui non basta la cassa integrazione, un Sud che ha bisogno di spesa pubblica. Ma Tremonti soldi non ne ha, nonostante la spesa pubblica italiana non sia calata durante la crisi economica. Non solo, Tremonti al Sud i soldi dovrebbe chiederli anzichè concederli.

Infatti è il Sud che sta aprendo una falla sotto la linea di galleggiamento del bilancio pubblico. Il Sud della Sanità, o meglio le sue Regioni. Il 2009 si avvia chiudersi con una spesa sanitaria di 4 miliardi superiore al previsto. Miliardi di spesa in più quasi tutti a carico di Campania, Sicilia, Molise, Calabria. Se non si fa nulla nel 2010 i miliardi di spesa fuori badget rischiano di diventare dieci. E Tremonti i soldi per ripianare questi debiti in cassa non li ha.

Quando una Regione spende per la Sanità più della quota assegnata e prevista dovrebbe rientrare aumentando le tasse ai cittadini della stessa Regione. Ma questo non si può fare se non in minima misura. Per mandare in pari il bilancio, i cittadini del Sud dovrebbero sborsare tanto da intaccare il consenso elettorale al centro destra. Le Regioni lo sanno e quindi diventano “irresponsabili” rispetto alla spesa. Se sforano sono sicure che paga lo Stato centrale.

Quindi il Sud aspetta da Tremonti una ventina di miliardi anti crisi e Tremonti si aspetta che il Sud spenda una decina di miliardi di meno. Non è un terremoto, le scosse per ora sono lievissime, ma una linea di faglia tellurica sì, sotto la terra e i piedi del governo, della sua maggioranza e del suo consenso.