E La Russa furente confessò: se Gheddafi rispetta l’Onu tornano i clandestini

Pubblicato il 10 Novembre 2010 15:31 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 15:31

Quel che le cronache politiche non dicono, quel che nei racconti di giornali e telegiornali appare “particolare” trascurabile e trascurato, quel che nei resoconti non c’è o lo trovi con il lanternino…Alla Camera per tre volte Pdl e Lega vanno in minoranza su un testo, testo votato invece da Fli e dai parlamentari di opposizione. Preso atto della triplice bocciatura, il ministro della Difesa La Russa risale gli scaloni di Montecitorio furente: “Se vogliono che tornino i barconi degli immigrati, si accomodino, ne risponderanno agli elettori…”. A sera il Pdl medita di tappezzare le città d’Italia con manifesti nuovi di zecca: Fini sulla barca dei clandestini. E fin qui tutto è raccontato.

Ma cosa era, che c’era in quel testo? Cosa è stato votato che riapre la strada ai barconi dei clandestini? Il testo era niente meno che un invito, letteralmente una “sollecitazione” al governo libico, a Gheddafi. Sollecitazione a che? Niente meno che a ratificare la convenzione dell’Onu e ad aprire in Libia un ufficio dell’Onu. Sollecitazione, non ordine, tanto meno condizione imposta. E sollecitazione ad adottare almeno i principi se non proprio le regole suggerite dalle Nazioni Unite.

La furia di La Russa è rivelatrice, così come il disappunto del Pdl e della Lega. Dicono che se si suggerisce a Gheddafi di tener conto delle regole dell’Onu, allora i barconi dei clandestini riprendono il mare e Gheddafi non li blocca più. Dicono quindi, lo dicono loro, che il “blocco” funziona solo se le regole internazionali non vengono rispettate. Dicono, lo dicono loro, che i clandestini si fermano solo se per loro vengono ignorati e aboliti i diritti umani riconosciuti dall’Onu. E’ un’ammissione clamorosa quanto spontanea, una confessione piena, resa senza probabilmente rendersi conto di quel che si confessa. Non è vero che i clandestini si possano fermare solo in un regime di illegalità internazionale. E’ vero invece che il governo italiano ha stipulato un patto con Gheddafi all’insegna del “Fai come ti pare, noi saremo muti, ciechi e pure contenti”. Quel La Russa furibondo e furente racconta di una incapacità nascosta e ora manifesta: il governo di Roma non riesce, non sa, nemmeno ci prova a respingere i clandestini senza violare e fregarsene degli “impicci” di quella oraganizzazione sovversiva chiamata Onu.