La Sardegna chiama 4 giuristi per colmare il vuoto normativo creato dai referendum

Pubblicato il 9 Maggio 2012 18:32 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2012 18:41

CAGLIARI, 9 MAG – Con il vuoto normativo creato dai cinque referendum abrogativi delle nuove Province e della disciplina sugli stipendi dei consiglieri regionali, la parola passa agli esperti, che dovranno indicare la strada per uscire dal terremoto istituzionale in Sardegna. Giunta, Consiglio e partiti sono gia' al lavoro per trovare le soluzioni al problema piu' urgente, quello della cancellazione delle Province di Carbonia Iglesias, Media Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra, e che potrebbe coinvolgere – secondo alcune interpretazioni – anche le quattro storiche (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano), ridisegnate geograficamente e giuridicamente dalle leggi abrogate con il voto di domenica.

In Consiglio regionale si va verso la richiesta di un consulto professionale a quattro giuristi: Andrea Deffenu, Pietro Ciarlo, Benedetto Ballero e Gianni Contu. Nelle prossime ore si attende un atto formale della presidente dell'Assemblea, Claudia Lombardo, mentre la Giunta, con l'assessore degli Affari generali, Mario Floris, ha assicurato che l'esecutivo fornira' tutto il supporto possibile per trovare le soluzioni.

Nel frattempo il Pd ha convocato nella sede di via Emilia, a Cagliari, per venerdi' 11 maggio, alle 10, una riunione tra la segreteria regionale, guidata da Silvio Lai, i consiglieri regionali e i parlamentari che si confronteranno con il costituzionalista Gianmario Demuro e altri esperti sui percorsi legislativi da adottare dopo l'esito dei quattro quesiti abrogativi.