L’Aquila, sindaco Cialente si dimette: “Sotto attacco dai mezzi di informazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2014 18:35 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2014 20:16
L'Aquila, sindaco Cialente si dimette: "Sotto attacco dai mezzi di informazione"

Massimo Cialente (LaPresse)

L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si è dimesso. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa indetta nel pomeriggio in via d’urgenza.

Il sindaco ha spiegato:

“Sono delegittimato, stanco, arrabbiato. Vivo un attacco frontale dei mezzi di informazione. Per questo mi dimetto…”.

La decisione è stata adottata dopo la notizia del rimborso “gonfiato” ottenuto dalla cognata per un immobile distrutto:

“Ho riflettuto e ho deciso nell’interesse della città. Ormai, dopo questi attacchi non sono più credibile e posso più rappresentare questa città nelle richieste di fondi per la ricostruzione”.

“Ho pagato il fatto di aver rimosso le bandiere tricolori dalle sedi comunali e di aver riconsegnato la fascia tricolore” ha detto ancora Cialente. “Ho dato tutto me stesso, ma non sono stato abbastanza forte, sono rammaricato perché ho perso. Non è mai successo né con il governo Berlusconi né con il governo Monti che i miei interlocutori non rispondessero al telefono. Ho chiamato più volte ministri e dirigenti di questo Governo, ma nessuno mi ha risposto e questo è umiliante, non per Cialente, ma per il suo ruolo di sindaco”. 

Così il primo cittadino dimissionario dell’Aquila ha detto, tra l’altro, in conferenza stampa riferendosi alle difficoltà della città legate alla carenza di fondi per la ricostruzione post terremoto. Tra le cause che lo hanno portato a riflettere e a a decidere di lasciare l’incarico, Cialente ha ricordato anche le vicende relative alla rimozione dagli incarichi del provveditore interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Sardegna-Abruzzo Donato Carlea e del direttore generale per i Beni culturali Fabrizio Magani, per i quali, ha spiegato, aveva chiesto la permanenza.

“E’ molto difficile costruire una squadra – ha continuato rispondendo all’unica domanda fatta dai giornalisti a fine incontro – anche questi per me sono stati segnali di un clima che cambia. Non rimango neppure se me lo dovessero chiedere Renzi e Letta, non si è mai visto un generale che guida il suo esercito con un cavallo zoppo”.

.Il riferimento di Cialente è all’incontro di martedì 14 previsto con il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi e di mercoledì 15 con il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

“Ho retto finché ho potuto, sparisco per un po’, anche perché credo che domani arriveranno altre portate di sterco. Non posso andare da Letta a spiegare che cosa succede all’Aquila. Non posso andare da Letta a dovermi giustificare sulle accuse che hanno fatto alla mia famiglia sui lavori di casa mia, sarei un sindaco senza credibilità. Con quale forza il sindaco rappresenta la credibilità, nonostante in 1.500 giorni mi sia massacrato e nonostante lasci una città più ricca. Mi dispiace di aver dovuto dimettermi. Lascio chiedendo scusa, non quelle che mi chiede il rettore Inverardi, nonostante lei abbia partecipato alla riunione a Roma senza sindaco, ma chiedo scusa agli ultimi e a chi soffre. Lascio con grande rammarico, però anche con una nota di ottimismo, che è quella che la città si interroghi se esistono zone d’ombra”.

“Arriverà un nuovo sindaco che spero ci metta la stessa mia passione, il mio stesso amore, il mio stesso coraggio e che abbia la stessa pietas nei confronti degli ultimi. Non ho mai avuto un avviso di garanzia, anzi, ne ho avuto uno per una fogna abusiva. Credo sia cambiato qualcosa e non per un fatto accidentale. E’ cambiato un clima e non alimentato dalle opposizioni, ma è scattato qualcosa alimentato dal lavoro prezioso della magistratura”. 

Conclusa la conferenza stampa, che si è svolta in un clima di commozione, con Cialente attorniato dai suoi più stretti collaboratori, il sindaco dimissionario non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni, annunciando che d’ora in poi sarà in silenzio stampa.

Appena tre giorni fa, l’inchiesta  “Do ut des”  su presunte elargizioni di tangenti da parte di alcune ditte addetta alla ricostruzione post terremoto nei riguardi anche dell’attuale vice sindaco Roberto Riga (subito dimesso) aveva creato scompiglio tra la stessa Giunta.

Nella giornata di venerdì 10 gennaio, il sindaco del capoluogo abruzzese  aveva dichiarato: “Tutti gli elementi sono sul tavolo, mi prendo due giorni per decidere, e poi vedremo”. Evidentemente la decisione è stata ora presa.