Lassini: “Berlusconi solidale, mi ha chiamato”. E sul ritiro dietrofront

Pubblicato il 22 Aprile 2011 0:05 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2011 23:56

MILANO – Roberto Lassini, candidato del Pdl alle comunali di Milano e indagato per vilipendio all’ordine giudiziario racconta a ‘Porta a Porta’ di aver ricevuto al telefono la solidarietà del premier Silvio Berlusconi per la situazione che si è creata dopo la vicenda dei manifesti anti pm con scritto ‘Fuori le Br dalle procure’.

L’ex sindaco di Turbigo, martedì 19 aprile,  aveva scritto una lettera di scuse al presidente della Repubblica e aveva convocato una conferenza per annunciare che avrebbe rinunciato alla campagna elettorale e alla candidatura alle comunali. Stasera, invece, ha spiegato che, in caso di elezione, ”bisognerà rispettare certamente la volonta’ dei milanesi”.

”Io penso che sarà una decisione di carattere politico che – ha spiegato – non dipende certamente solo da me”. Parole subito stigmatizzate da Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, per il quale ”non sono solo gravemente offensive del Presidente della Repubblica Napolitano, al quale lo stesso aveva formalmente garantito la propria rinuncia, scusandosi per i famosi manifesti, ma sono anche la palese dimostrazione che Lassini non è altro che il fedele interprete dell’ideologia berlusconiana di attacco continuo e vergognoso alla magistratura”.

Pur rinunciando alla campagna elettorale, di cui ora comunque non pare avere bisogno, vista l’eco suscitata dalla vicenda dei manifesti, che hanno proiettato l’ex sindaco di Turbigo sulla ribalta nazionale, Lassini non si può tecnicamente dimettere dalla lista elettorale dopo essere stato candidato, come spiegato dal Viminale.

La sua ”rinuncia irrevocabile” alla candidatura, sbandierata solo due giorni fa, sembrava quindi valere come una rinuncia al posto in Consiglio in caso di elezione. Giovedì invece, anche dopo il pezzo del direttore del Giornale intitolato ‘Io voto Lassini e Moratti’, il candidato si e’ appellato alla volontà degli elettori, tra cui è certo di avere Daniela Santanché, che ha pubblicamente detto che lei lo voterebbe. Il sindaco di Milano Letizia Moratti, che aveva imposto un aut aut tra lei e Lassini, aveva invece lodato il comportamento del Pdl, spiegando che ”nei fatti, ci siamo mossi tutti insieme. Il risultato e’ che l’ispiratore di quei manifesti ignobili ha rinunciato alla candidatura”.