Laura Boldrini, nuovo fotomontaggio con minacce: “Sezionata come Pamela Mastropietro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2018 9:57 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2018 10:37
Nuovo fotomontaggio con minacce per Laura Boldrini

Laura Boldrini (Foto Ansa)

MILANO – Ancora un fotomontaggio di minacce contro la presidente della Camera e candidata LeU (Liberi e Uguali) Laura Boldrini. Dopo quello che la vedeva ritratta sgozzata, in questa nuova immagine Boldini ha la testa stretta da una sorta di cesoia tenuta in mano da un personaggio col volto insanguinato.

Il fotomontaggio è apparso sulla pagina dei Sentinelli di Milano, che avevano segnalato su Facebook il primo post di minacce contro la candidata di LeU. “Giustizia per Pamela Mastropietro barbaramente uccisa e fatta a pezzi – è scritto sul fotomontaggio, da una risorsa nigeriana amica della Boldrini”.

“Questa è arrivata sulla nostra pagina stanotte – si legge sulla pagina social dei Sentinelli -. È tempo di maldestri emuli, avvoltoi da social, disperati che provano, dispensando odio in rete, a essere considerati per cinque minuti”. Contattato dalla ANSA, Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli, spiega di aver già provveduto a segnalare il post con nome e cognome di chi l’ha scritto alle autorità.

Intanto dopo la sua identificazione quale responsabile del precedente post su Facebook con pesanti minacce nei confronti di Boldrini, e la sua conseguente denuncia, la posizione di Gianfranco Corsi è adesso al vaglio della Procura della Repubblica di Cosenza, che sta delineando i contorni della vicenda.

Secondo la Procura la foto postata su Facebook della testa decapitata della presidente Boldrini, sanguinante e poggiata su un tavolo, è stata condivisa da Corsi da un blog di cui adesso si sta cercando di approfondire i contenuti.

A Corsi, che è stato denunciato in stato di libertà, viene contestato il reato di minaccia, aggravata dalle modalità con cui è stata messa in atto.

Sulla personalità di Corsi non sono stati rivelati molti particolari da inquirenti ed investigatori. Ciò che si sa è che vive a Torano Castello, centro a trenta chilometri da Cosenza; che è sposato con due figli, che fa il barbiere e che ha una vocazione naturale per la contestazione che spesso, in passato, ha messo in atto con modalità clamorose. Come accadde nel febbraio dello scorso anno, quando si presentò all’Università della Calabria, in occasione della visita del Presidente Mattarella, con addosso soltanto un paio di boxer per lamentarsi delle tasse troppo alte.

 

 

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