Laura Boldrini: notte in hotel pagata in anticipo dalla Camera che ora indaga

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Gennaio 2015 9:47 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2015 9:47
Laura Boldrini: notte in hotel pagata in anticipo dalla Camera che ora indaga

Laura Boldrini: notte in hotel pagata in anticipo dalla Camera che ora indaga

ROMA –Laura Boldrini: notte in hotel pagata in anticipo dalla Camera che ora indaga. Una polemica sule spese del presidente della Camera oppone Laura Boldrini e il Codacons, secondo il quale l’organo di controllo interno della Camera ha autorizzato un supplemento d’esame per il ricorso presentato dall’associazione dei consumatori. In pratica, Codacons sostiene che Boldrini si sarebbe fatta anticipare dalla Camera i 150 euro del pernottamento durante soggiorno privato all’albergo Casa Pazzi di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, elegante hotel de charme, prima di restituirli in contanti.

Nella sua ordinanza il Consiglio di giurisdizione (l’organo di controllo della Camera) ha tenuto a precisare che resta impregiudicata ogni decisione sul merito della causa, che potrebbe essere definita in esito all’udienza del 26 febbraio 2015. L’ufficio di Boldrini smorza quindi gli entusiasmi del Codacons (che parlava di vittoria sull’arroganza dei potenti), anche per la venialità dell’anticipo contestato. Però sulla vicenda Boldrini ha opposto un muro di silenzio che stride con i proclami sulla libertà d’espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati.

 Alla fine della visita, «di natura chiaramente privata, il presidente della Camera avrebbe invitato i gestori del lussuoso albergo ad inviare la fattura per il pernottamento direttamente all’Ufficio del cerimoniale della Camera dei deputati, come di fatto sarebbe avvenuto. In seguito, la somma utilizzata sarebbe stata rimborsata in contanti dal presidente della Camera, in data 16 dicembre 2013». Insomma, la Boldrini si sarebbe presa un giorno di vacanza per vedere la mostra di suo fratello, facendosi anticipare i soldi dalla Camera – per la precisione 150 euro – che avrebbe poi reso in contanti (niente male, in un Paese in cui molti vorrebbero abolirli) qualche tempo dopo.

[…]  A intervenire per smentire è stato ancora il portavoce della Boldrini: «Non vi è stato alcun utilizzo di soldi pubblici, neanche in forma di anticipo», ha detto. Bene, ma allora, come fa giustamente notare il Codacons, non è chiaro il motivo per cui «sia stato eretto un muro contro la legittima richiesta dei cittadini di visionare la relativa documentazione. Basterebbe che il presidente della Camera o il direttore dell’hotel esibissero la fattura di quel pernottamento per essere tutti sereni e tranquilli». Già: se davvero non si è fatta anticipare i soldi della gita, perché la Boldrini non ha voluto finora esibire le ricevute e ha dovuto aspettare l’intervento del Consiglio di giurisdizione della Camera? Forse in virtù della sua nota disponibilità? Eppure, a quanto ci risulta, la presidente ha sempre difeso con decisione il diritto della popolazione a essere informata. (Francesco Borgonovo, Libero Quotidiano)