Laura Boldrini apostrofata in aeroporto. “Prima gli italiani, vergogna”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 dicembre 2018 11:41 | Ultimo aggiornamento: 16 dicembre 2018 11:41
Laura Boldrini apostrofata in aeroporto. "Prima gli italiani, vergogna"

Laura Boldrini apostrofata in aeroporto. “Prima gli italiani, vergogna” (Foto Ansa)

ROMA – L’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, è stata aggredita verbalmente all’aeroporto di Fiumicino. “Prima gli italiani, vergogna, prima gli italiani”, ha detto rivolto a lei un uomo sulla sessantina, con il volto paonazzo, mentre Boldrini faceva il check-in al gate di imbarco per Milano.

Lei ha risposto con un sorriso ed è entrata. Boldrini ha preso posto sull’aereo e lui, non pago dell’aggressione verbale di pochi minuti prima, una volta a bordo ha continuato ad importunarla. Le ha urlato contro “vergognati, prima gli italiani, prima gli italiani”. E “si è chinato su di lei continuando a gridare”: è quanto riferisce su Facebook Flavio Alivernini, responsabile della comunicazione dell’ex presidente della Camera, testimone diretto dell’aggressione.

“Io – prosegue il post di Alivernini – ero tre file più indietro e ho fatto un balzo in avanti per farle da scudo. Poi l’ho invitato a prendere posto e se n’è finalmente andato anche grazie alle proteste nei suoi confronti del personale di bordo e di alcuni passeggeri. Questa è la storia. Ve la racconto da giornalista, così come l’avrei mandata al giornale se lavorassi ancora in redazione. Poi ce n’è un’altra, di storia. Quella di chi lancia gli slogan #PrimaGliItaliani e fa le campagne social con le facce dei nemici da colpire, che magari riescono pure nell’intento di portare qualche persona di più in piazza in un Paese rabbioso e rancoroso che non vede l’ora di prendersela con qualcuno. Ma se il risultato poi è che gli avversari politici vengono aggrediti davvero? Cosa aspetta Salvini a manifestare la sua solidarietà a Laura Boldrini stavolta? Il ministro dell’Interno – si chiede Alivernini – ha più paura di deludere i suoi o che a qualcuno venga fatto del male in nome dei suoi slogan?”.