Laura Boldrini torna alla carica sul femminile. Stavolta non va bene “direttore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Luglio 2014 11:16 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2014 11:16
Laura Boldrini torna alla carica sul femminile. Stavolta non va bene "direttore"

Laura Boldrini torna alla carica sul femminile. Stavolta non va bene “direttore”

ROMA – La presidente della Camera Laura Boldrini torna a battere sulla questione della desinenza femminile degli incarichi pubblici. Lo fa su Twitter dove scrive:

“Nessun uomo insegnante verrebbe mai chiamato maestra. Perché una donna che dirige un giornale viene chiamata direttore?”

Ma la domanda della Boldrini altro non è che la sintesi di quanto detto qualche giorno prima durante il saluto a un convegno alla Camera dei deputati sul tema “Donne, grammatica e media”. Là la presidente aveva spiegato:

“Il problema non è che sia cacofonico dirlo al femminile. In realtà non si vuole assorbire il concetto che se un mestiere è fatto da un uomo si declina al maschile, se è fatto da una donna si declina al femminile. Il lavoro dell’insegnante nella scuola primaria è svolto quasi sempre da donne, da maestre. Ma quando c’è un uomo a farlo nessuno lo chiamerebbe maestra solo perché è il genere di gran lunga prevalente nella categoria”.

Per la sua nuova sortita Boldrini ottiene un nuovo duro attacco da parte di Libero. Così un breve corsivo sul sito:

Qui c’è poco da scherzare: le domande della Boldrini vanno prese sul serio una volta per tutte e meritano risposte convincenti. Ci proviamo: una donna che dirige un giornale viene chiamata direttore, perché nella grammatica italiana la parola “direttora” non esiste.

La lingua italiana, in realtà, non avrebbe problemi a proporre una sintesi nella disfida delle desinenze tra Boldrini e Libero. Esiste il termine “direttrice”. E’ il femminile di direttore e si usa comunemente. Senza scomodare l’improbabile “direttora”.