Laura Boldrini usa la “ghigliottina” alla Camera: la norma che non esiste

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2014 20:43 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2014 20:44
Laura Boldrini

Laura Boldrini

ROMA – La presidente della Camera Laura Boldrini ha deciso di applicare la “ghigliottina” all’esame del decreto Imu-Bankitalia. E’ la prima volta che accade nella storia della Repubblica. Questa, in sintesi, la storia di una misura che non esiste nei regolamenti parlamentari, e che finora è stata solo “minacciata”, tre volte.

Nella XIII legislatura da Luciano Violante nella seduta dell’11 maggio 2000; nella XIV legislatura da Pier Ferdinando Casini, nella seduta del 23 luglio 2003; nella XVI legislatura da Gianfranco Fini nella seduta del 30 settembre 2009. Con il termine “ghigliottina” s’intende la scadenza oltre la quale il presidente dell’Assemblea mette comunque ai voti l’oggetto della discussione. A prescindere da dove si sia arrivati con l’esame.

Nel Parlamento italiano non c’è una norma che preveda espressamente la “ghigliottina” o attribuisca alle presidenze delle Camere i poteri per farla scattare. E’ previsto, invece, il contingentamento dei tempi d’esame di un provvedimento. Il che significa che esauriti i tempi prefissati si passa direttamente ai voti rimanenti senza più discussione.

Ma mentre al Senato la regola del contingentamento è generalizzata e quindi, sostanzialmente, include la possibilità di “ghigliottinare” il dibattito, alla Camera, la vicenda è più complessa. Con le riforme del Regolamento del 1997 venne introdotto il contingentamento come regola generale, ma non sui disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Fu durante la presidenza Violante che si pose il tema se – sui decreti-legge – potesse configurarsi o meno il tema della “ghigliottina” distinto dal “contingentamento”.

Ci si domandò, insomma, se, all’approssimarsi della scadenza dei 60 giorni (entro cui da Costituzione il decreto dovrebbe essere convertito) la Presidenza, a prescindere dal previo contingentamento della discussione, potesse mettere ai voti il disegno di legge di conversione. E la risposta che venne data, sia durante la presidenza Violante, sia durante quella di Casini, fu affermativa. Ma nessuno applicò mai la regola. Cui ha pensato la Boldrini.