Lavitola minaccia Berlusconi: “Paga o torno in Italia e ti rompo il c…”

Pubblicato il 4 agosto 2012 15:32 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2012 15:32
Valter Lavitola

Valter Lavitola (LaPresse)

PALERMO – Valter Lavitola avrebbe minacciato Silvio Berlusconi dalla sua latitanza in Sud America.  Il faccendiere, avrebbe infatti inviato una lettera a settembre con una fotocopia del biglietto aereo di rientro da Buenos Aires e la scritta “Ti spacco il c…”. Il ricatto era stato organizzato da Lavitola con lo scopo di avere almeno una parte dei soldi che l’ex direttore de “l’Avanti” avrebbe chiesto all’ex premier. Il messaggio “ti spacco il c..” sarebbe stato poi reinviato in un messaggio internet a marzo scorso.

Intanto, dal gip di Napoli arriva una nuova misura cautelare per Lavitola per estorsione aggravata nei confronti dell’ex presidente del consiglio. Oltre alla nuova misura cautelare, il gip di Napoli ha emesso un mandato di arresto  a Palermo per Carmelo Pintabona, ex candidato Pdl per gli italiani nel mondo, per gli stessi reati in concorso. La vicenda è relativa appunto ai 2 milioni di euro che Lavitola intendeva chiedere durante la sua latitanza in Sud America. Secondo quanto si è appreso, Pintabona è stato fermato dalla Guardia di finanza nell’aeroporto palermitano Falcone-Borsellino, dov’era in transito.

Lavitola e Pintabona sono accusati anche di trasferimento fraudolento di beni, relativamente ad alcuni passaggi di proprietà di immobili di Lavitola in Brasile che sono stati poi intestati all’italo-argentino. Le indagini che hanno portato al nuovo provvedimento restrittivo nei confronti dell’ex direttore de “l’Avanti” riguardano anche i supporti logistici, operativi e finanziari su cui ha potuto contare in Italia durante la latitanza sudamericana cominciata il 14 ottobre 2011. Lavitola, con il supporto di Pintabona, ha inoltrato richieste di denaro a Berlusconi. A parlarne per prima con i magistrati è stata la sorella di Valter Lavitola Maria, che raccontò di essere stata avvicinata da una donna a nome del fratello perché consegnasse una lettera all’ex premier per ottenere 5 (e non 2 come scritto in precedenza, ndr) milioni di euro al leader del Pdl. Se Berlusconi non avesse pagato “avrebbe avuto tutte le giustificazioni anche morali per dire tutto quello che sapeva” su di lui, mise a verbale la donna. La richiesta di denaro non è stata smentita nemmeno da Lavitola, che però ha detto ai pm napoletani che era “a titolo di prestito”.

Il faccendiere è insomma riuscito nell’intento di farsi almeno promettere una parte dei cinque milioni chiesti a Silvio Berlusconi. “Le giustificazioni morali per dire tutto quello che sapeva” è il minaccioso ricatto, fatto arrivare in Italia prima del suo ritorno. Via lettera a settembre e via internet a marzo poco prima di intraprendere la via di casa, il faccendiere avrebbe inviato a Berlusconi una fotocopia del biglietto aereo di rientro da Buenos Aires e la scritta “Ti spacco il c…”.

Maria Lavitola, nel verbale ha dichiarato: “L’avvocato Fredella mi disse che mio fratello Valter aveva spedito una email o un fax all’onorevole Berlusconi con il quale mostrava il biglietto aereo di rientro in Italia, con sotto scritto Torno e ti spacco il c…”.