Lavoro, Bersani: "Nessuno tenti dei colpi di mano"

Pubblicato il 7 Aprile 2012 8:46 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2012 9:05

ROMA – In Parlamento ''serve un dibattito rapido ma serio, che faccia emergere gli elementi da rafforzare sia dal lato delle esigenze poste dalle imprese che da quello riguardante i precari, ma questo dovrà avvenire nel solco dell'equilibrio trovato, che va mantenuto''. A dirlo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un'intervista all'Unità.

Tra gli aggiustamenti necessari alla riforma sul lavoro, ''colmare il vuoto sugli ammortizzatori per i lavoratori subordinati e bilanciare i contributi pensionistici tra lavoro dipendente e parasubordinato. Per noi resta un punto dirimente anche la questione degli esodati'', afferma Bersani, che si mostra ottimista sul reintegro: ''Sono convinto che il giudice, di fronte a un'insussistenza conclamata di motivazioni di tipo economico, agira' di conseguenza''.

La riforma del lavoro, tuttavia, ''non è l'alfa e l'omega di tutta la questione'', prosegue il leader del Pd. ''Più importante di ogni altra cosa adesso è la politica economica e come dare un po' di lavoro. Il rischio per l'Europa e per l'Italia – avverte – è l'avvitamento tra austerità cieca, recessione e mancata tenuta dei conti pubblici''.

Altra necessità è la legge sui partiti. ''Ho chiesto ad Alfano e Casini di trovare il minimo comun denominatore tra tra le nostre proposte. Bisogna cominciare dalla certificazione dei bilanci, dalla loro pubblicazione su internet, dall'abbassamento a 5mila euro per le donazioni per cui non è necessaria una dichiarazione'', sostiene. ''Per noi va privilegiata l'urgenza e si deve dare un segno che cominciamo a fare sul serio''.

In merito alla crisi della Lega, per Bersani ''si è persa la ragione originaria antiburocratica e autonomistica. Ora il Carroccio può riprendere una sua strada solo rivedendo l'atto di nascita perduto in questi anni''.