Lavoro, sì alla riforma più vicino. Pd e Pdl: “Voto entro il 28”

Pubblicato il 20 Giugno 2012 20:54 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2012 20:54

ROMA –  Superare lo stallo sulla riforma del lavoro e portarla in dote al Consiglio d’Europa del prossimo 28 giugno.  L’obiettivo del Governo è chiaro, come è chiaro che il tempo stringe e che bisogna trovare soluzioni ai due principali punti dolenti, il tema esodati caro al Pd, e quello della flessibilità in entrata su cui continua a spingere il Pdl.

La giornata di mercoledì, però, fa segnare un passo in avanti almeno sul fronte Pd. Pier Luigi Bersani, infatti, nella riunione del suo gruppo conferma il sì del Partito al disegno di legge. Lo fa, però, non senza una puntualizzazione: ”Confido che Monti prenderà nelle prossime ore impegni precisi sulle nostre richieste, a partire dagli esodati”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche se con una fiducia a tempo decisamente più determinato è Silvio Berlusconi. Anche dal Pdl quindi, arriva un sì perché, è il senso del ragionamento dell’ex premier, non si può arrivare al Consiglio senza la riforma in tasca. Poi si vedrà, anche per la fiducia. Quanto alle modifiche che il Pdl voleva nella riforma l’idea è quella di inserirle nel pacchetto sviluppo. Altrimenti, è la carta che Berlusconi usa con i suoi “malpancisti” si può anche pensare di togliere la fiducia a Monti.

La nota del governo.  ”Il Governo ha chiesto di accelerare l’esame sulla riforma del lavoro” per approvarlo ”entro il 27 giugno ffinche’ il Consiglio Europeo possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale”. Lo dice in una nota il premier Monti impegnandosi a risolvere con iniziative ad hoc i ”problemi posti dai gruppi parlamentari”. ”Il Governo – si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – ha chiesto al Parlamento di accelerare l’esame sulla riforma del mercato del lavoro contenendolo entro tempi compatibili con l’esigenza che la legge sia approvata entro il 27 giugno affinche’ il Consiglio Europeo del 28 giugno possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale”.    ”Il Governo – prosegue – si impegna a risolvere tempestivamente, con appropriate iniziative legislative, altri problemi posti dai gruppi parlamentari: la questione degli esodati e alcuni aspetti della flessibilita’ in entrata e degli ammortizzatori sociali. Su questi temi il Governo sta lavorando anche sulla base delle costruttive proposte provenienti dai gruppi di maggioranza”.