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Lega, Calderoli show: “Secessione subito. Maroni farà il culo a Monti”

Pubblicato il 4 Dicembre 2011 12:45 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2012 18:11

VICENZA –  “Secessione, secessione”. Fabrizio Bricolo prende la parola per dare il via ai lavori del “parlamento padano” e dalla platea parte il coro che ormai caratterizza tutte le ultime iniziative della Lega Nord. Militanti ed esponenti del Carroccio hanno riempito il padiglione che ospita la manifestazione: all’ingresso della Fiera campeggia uno striscione bianco con caratteri verdi “L’indipendenza parte da Vicenza” del movimento giovani padani.

E l’ex ministro Roberto Calderoli, dal palco rilancia le istanze leghistee attacca Monti: “Il Parlamento ha abdicato al suo ruolo, al suo potere costituente e in questo caso il potere deve tornare al popolo. E noi questo faremo. Monti ha cancellato il ministero delle riforme, ha messo una pietra tombale sul federalismo, ma se non ci viene concessa un po’ di libertà, noi siamo titolati ad andarci a prendere tutta la libertà. Creeremo una task force contro quello che ci verrà addosso dal governo Monti”.

Le tasse? “Che genio che ci voleva ad aumentare le tasse. Così come l’aumento dell’Iva. Per sistemare le cose a loro, fanno pagare gli altri”. Le pensioni? “Raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo della riforma delle pensioni”. Monti è avvertito: “A fargli il culo a Roma ci sarà Maroni”.

Calderoli punta ad una secessione “morbida”,  “sul modello della Cecoslovacchia che noi cerchiamo da tempo”. “Domani – prosegue il leghista – incontreremo Formigoni per vedere se ci sta”.

Calderoli ha anche annunciato una “grande manifestazione” della Lega per il 15 gennaio a Milano. E in futuro anche a “a Bruxelles” e “a Roma”. “Voglio rifare il ‘Nerone express’ – dice l’ex ministro – ma stavolta non voglio dimenticare i fiammiferi”. Il ‘nerone express’ è il nome di una iniziativa leghista contro il governo D’Alema organizzata il 5 dicembre del 1999.

Poi tocca al governatore leghista Lucaa Zaia. E anche in questo caso il destinatario degli affondi è il premier: “La Lega non ha scelta ma deve far saltare il banco, e anche presto, per proteggere la povera gente che da questa manovra è massacrata”.