Lega: la festa dei 70 anni di Bossi pagata con soldi della Camera?

Pubblicato il 19 Aprile 2012 17:27 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 18:51

Umberto Bossi e Roberto Calderoli (Lapresse)

ROMA –  Come sono stati spesi i 90mila euro di cui giovedì il deputato leghista Gianluca Pini ha chiesto conto all’ex capogruppo Marco Reguzzoni? ”Dietro una questione di poco conto, se paragonata a diamanti e lingotti, potrebbe nascondersi l’ennesimo utilizzo discutibile dei fondi pubblici da parte del Carroccio”. Sul numero di venerdì del quotidiano La Discussione una intervista al deputato bergamasco Giacomo Stucchi spiegherebbe, riporta l’Ansa, che ”i conti tornerebbero facilmente se, ad esempio, venissimo a sapere che l’ex capogruppo ha usato quei soldi per pagare la cena di festeggiamento dei settant’anni di Umberto Bossi”.

Un evento al quale ”avrebbero partecipato almeno un centinaio tra deputati, senatori e collaboratori del segretario e del nostro gruppo. Mi sembrerebbe più che logico – afferma Stucchi – che una parte rilevante di quei 90mila euro se ne sia andata per offrire quella serata”.

Stucchi però ha voluto smentire parlando di una sua inesattezza durante l’intervista e ha rettificato: ”Non ho assolutamente asserito che la cena per festeggiare il 70 compleanno di Umberto Bossi sia stata pagata dall’allora presidente Marco Reguzzoni con i fondi del gruppo parlamentare. Non avere escluso tra le tante ipotesi possibili l’utilizzo dei fondi del gruppo per tale occasione, rappresenta una mia inesattezza che ha ingenerato conclusioni errate, circa il pensiero da me espresso ”.

PINI vs REGUZZONI. Nel pomeriggio il deputato del Carroccio Gianluca Pini era tornato sulla questione dei 90mila euro spesi con una carta del gruppo parlamentare: “Era intestata a Marco Reguzzoni, per che cosa sono stati spesi?”, chiedeva. L’episodio ha riacceso un gioco di accuse incrociate che hanno riacutizzato la faida interna alla Lega. Giampaolo Dozzo ha poi affrontato Pini in Transatlantico chiedendo spiegazioni.

LA CASA DI CALDEROLI. Tra le notizie che hanno travolto il partito di Umberto Bossi nella giornata di giovedì c’è poi quella riguardante la casa di Roberto Calderoli. Dagli atti sequestrati ed esaminati dai carabinieri del Noe di Roma, nell’ambito dell’inchiesta sulla Lega emergerebbe infatti che con i soldi del partito veniva pagato l’affitto di casa dell’ex ministro Roberto Calderoli. A quanto si è appreso, veniva pagato un fitto di 2.200 euro mensili per un appartamento in via Ugo Bassi al Gianicolo.

IL FANGO. Sdegnata la replica di Calderoli che in una nota con cui ribatte alle critiche sulla casa di Roma ha precisato: “Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3000 di euro alla Lega Nord”.

ADESSO BASTA. In sua difesa è intervenuta la triumvira Manuela Dal Lago: ”E’ ora di finirla con questo assurdo sputare fango addosso alla Lega Nord e ai suoi esponenti”. ”Questa vicenda dell’affitto dell’appartamento utilizzato a Roma dal senatore Calderoli – prosegue l’esponente veneta del Carroccio – rasenta letteralmente il ridicolo. Siamo arrivati al punto che un movimento quale la Lega Nord non è nemmeno più padrone di decidere come utilizzare le proprie risorse? E’ possibile che si metta alla berlina la scelta del movimento di dotare il proprio coordinatore di un appartamento a Roma per consentirgli di svolgere al meglio la sua enorme mole di lavoro?”.